Pedemontana veneta, un’altra “fumata nera”

Una riunione «interlocutoria» quella che si è tenuta ieri tra il consorzio Sis e il commissario della Pedemontana Silvano Vernizzi, che secondo quanto riportato dal Corriere del Veneto è stata dedicata all’analisi dello studio di traffico su cui la Cassa Depositi ha fondato lo stop all’emissione del bond da 1,6 miliardi di Jp Morgan. Bloccando di fatto l’iter per la realizzazione della Pedemontana e costringendo Sis a mettere a punto un nuovo Piano economico finanziario, atteso a questo punto per il primo settembre (doveva essere pronto già ieri), che riceva le indicazioni di Cdp: la riduzione dei pedaggi e l’aumento dell’equity (ovvero della partecipazione di Sis da 500 a 550 milioni).

Due i punti su cui si è concentrata la riunione: il «costo del tempo», quantificato da Sis in 15 euro l’ora e valutato invece non più di 9,5 euro da Cdp, e la velocità di percorrenza della Pedemontana. Secondo Cdp il limite sarà di 110 chilometri all’ora, com’era inizialmente previsto per la superstrada, mentre Sis, equiparando la Pedemontana ad un’autostrada, vede il limite a 130 chilometri orari. «Nulla è deciso ma è evidente che le condizioni poste da Cdp rimettono tutto in discussione – riassume Vernizzi – in questa fase non mi sento di escludere niente».