BpVi, Atlante “difende” Zonin&C

Il Fondo Atlante difende la gestione della Banca Popolare di Vicenza da parte dell’ex Consiglio di amministrazione presieduto da Gianni Zonin. Secondo quanto si legge sul Giornale di Vicenza, infatti, il Fondo riterrebbe legittime anche le cosiddette “baciate”, finite sotto la lente d’ingrandimento dell’inchiesta della Procura di Vicenza. La linea difensiva sarebbe emersa nel caso, di cui si sta occupando il tribunale delle Imprese di Venezia, che ruota attorno ad un fianziamento da 30 milioni di euro di uno dei soci assistiti dallo studio Sat di Padova (che segue cause contro BpVi per il valore totale di 150 milioni di euro).

«La Banca ha sempre rifiutato ogni trattativa – dicono dallo studio Sat – i suoi rappresentati legali si sono presentati in udienza rivendicando la legittimità di tutto quanto stabilito, anche delle operazioni con finanziamenti propri». Atlante motiverebbe la propria decisione sulla base del fatto che le operazioni dell’ex Cda sarebbero legittime in quanto la banca era allora equiparata ad una cooperativa e non ad una Spa: BpVi avrebbe dunque agito in pieno rispetto dall’articolo 2358 del codice civile. «Di certe questioni si deve parlare in tribunale e non in altre sedi», dicono i nuovi vertici di BpVi. Che proprio in tribunale hanno ufficializzato la propria posizione riguardo alla legittimità delle “baciate”.