Frane a Cortina, Anas progetta tunnel: le reazioni

«Non importa quale sia l’opera, a patto che la scelta sia fatta su basi tecniche». Interviene così sul Corriere del Veneto il segretario delle Regole di Cortina, Stefano Lorenzi, commentando il progetto dell’Anas di realizzare una galleria per risolvere il problema delle frane del monte Sorapis che hanno bloccato la statale Alemagna più volte nel corso di quest’estate.

«Una volta individuata l’infrastruttura migliore, allora si vada avanti. Perché questa situazione sta diventando insostenibile». Lorenzi sottolinea dunque l’urgenza di una soluzione ad un problema che non solo limita la mobilità degli abitanti di Cortina, ma crea delle difficoltà anche ai turisti.

«Non si può continuare così, con i visitatori che non sanno se potranno o meno raggiungere Cortina – sottolinea infatti il presidente del Distretto turistico delle Dolomiti bellunesi, Gherardo Manaigo – occorre individuare un progetto che assicuri la viabilità e la sicurezza di chi percorre la strada. E se l’Anas crede che il tunnel sia una buona soluzione, allora si vada avanti. Ma occorre farlo in fretta e non soltanto perché nel 2021 ospiteremo i Mondiali di sci: Cortina offre un’occupazione a centinaia di persone, alcune delle quali risiedono a San Vito o negli altri comuni della zona. Occorre garantire a tutti la possibilità di raggiungere il posto di lavoro».

D’accordo anche Gianluca Lorenzi di Federalberghi, che però ritiene «fondamentale che siano ultimati al più presto gli interventi di messa in sicurezza della strada» parallelamente al progetto della galleria, i cui lavori «mi rendo conto che saranno lunghi». La presidente regionale di Italia Nostra, Maria Letizia Panajotti, invita invece ad esser più cauti e a considerare l’aspetto della salvaguardia del paesaggio: «è evidente che una galleria ha un impatto ambientale minore rispetto al viadotto proposto da Zaia, ma occorre studiare a fondo il progetto con la consulenza dei geologi».

«La fretta è una cattiva consigliera – aggiunge la Panajotti – il rischio, lo stesso del Mose, è di ritrovarci con un’opera costosa e che per di più non funziona». E quindi la proposta: «personalmente preferirei che si puntasse su una soluzione più sostenibile, come quella di riavviare il trenino delle Dolomiti. Ma se la comunità è disposta a costruire una nuova strada sul Sorapis o a disseminare il monte di muretti anti-frana – conclude la presidente di Italia Nostra – almeno fermi definitivamente la cementificazione che, negli ultimi anni, ha trasformato la Cortina che amavo in un enorme villaggio turistico privandola del suo fascino».

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