Fondazione Roi: Regione Veneto, se ci sei batti un colpo

Dopo le domande di Vvox, tutto tace. Perché?

Questo quotidiano online si è lungamente interessato della situazione della Fondazione Roi presso l’ufficio regionale competente ad esaminare i bilanci delle onlus. Il suo direttore ha in proposito effettuato una serie di richieste che vertevano su tale documento e relazione a latere, sulla data di presentazione e su eventuali rilievi da parte, appunto, di chi controlla. Le risposte sono state deludenti. C’è stato un cambio del dirigente dell’Ufficio e, visto anche il periodo, tutto si tace. Chi scrive e il suo gruppo di lavoro si sono pure interessati per altre strade regionali sulla possibilità di acquisire documentazione sulla fondazione in oggetto, ma con risultati analoghi a Vvox.

Vorrei provare a ricostruire il problema. Perché si chiedono i bilanci della onlus Roi? Non certo per esercizio accademico. “La Fondazione persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nel campo della promozione della cultura e dell’arte… In particolare la Fondazione ha lo scopo di favorire il Museo Civico di Vicenza nel perseguimento delle proprie finalità… l’acquisto di opere d’arte, il loro restauro, gli allestimenti di mostre ed esposizioni organizzate dal Museo e la conservazione nonchè gli allestimenti espositivi di Palazzo Chiericati e delle sedi museali vicentine”: così lo statuto. Come chiunque può capire lo scopo del suo fondatore, il marchese Boso Roi, era specifico e circoscritto. Attraverso varia stampa si è saputo che il suo ex presidente, Gianni Zonin, e il suo cda hanno utilizzato fondi del patrimonio anche per operazioni su cui sono forti i dubbi di legittimità rispetto agli obiettivi statutari, come l’acquisto dell’ex cinema Corso in centro a Vicenza. Quando i bilanci e relazioni esplicative sono arrivati in Regione (in foto, il presidente Luca Zaia), chi preposto al controllo degli atti ha espresso questi dubbi? Sono state richieste spiegazioni formali all’amministrazione della fondazione e ai sindaci? E se sì, quali risposte hanno avuto?

Credo che Vicenza, e il suo sindaco Variati per tutti noi, abbia un interesse reale e urgente a conoscere i fatti. Oltre a chiedere sulla stampa il cambio del consiglio di amministrazione (che resta tuttora quello), si è attivato per verificare se la Regione abbia fatto nel merito il suo dovere? Ricordo anche, e non en passant, che saranno in discussione anche tutti gli investimenti in azioni della Banca Popolare di Vicenza fatti da una persona che non poteva ignorare, per il suo ruolo presidenziale in BpVi, quale fosse il valore reale delle azioni dell’istituto. Se l’ufficio regionale addetto ai controlli su tali istituzioni non avesse fatto quanto prescritto dalla legge, non sarebbe lecito parlare di omissione di atti d’ufficio?