Veneto, scuole senza 468 docenti

Alle oltre 28.500 classi delle scuole venete mancano quasi 500 insegnanti. Lo scrive il Mattino di Padova, che dà notizia della mancata risposta del Miur alla lettera inoltrata un mese fa dall’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan (firmata anche da Anci Veneto, dall’Unione delle Provincie e dai sindacati della scuola). Una risposta che manca a meno di tre settimane dall’inizio dell’anno scolastico: il rischio, senza i 500 insegnanti che ad ora risultano mancanti, è di avere 200 classi sovraffollate e di vedere saltare una serie di servizi dedicati soprattutto alla scuola dell’infanzia e all’istruzione primaria.

Rischiano anche i corsi per adulti e le scuole di montagna, oltre che il sostegno per i disabili. «Hanno preso atto che siamo riusciti a sopravvivere e hanno continuato a utilizzare il criterio storico nell’assegnazione dell’organico degli insegnanti», dice Donazzan. «La scuola veneta – sottolinea l’assessore – funziona bene in tutti i sistemi di valutazione. Nonostante i tagli che ci sono stati abbiamo una dispersione scolastica bassissima. I giovani che abbandonano precocemente la scuola, non conseguendo diplomi di secondo grado né attestati di formazione professionale, sono il 10% a fronte di una media nazionale del 15%, un risultato che neppure le Regioni a statuto speciale come Friuli o Trentino Alto Adige riescono a raggiungere».

«Ma tutto questo non serve a farci avere neppure il minino indispensabile – osserva – non accetteremo che il Veneto sia ancora una volta penalizzato ingiustamente visto che il rapporto numerico teorico tra docenti e studenti (1 a 13) è uno dei più virtuosi d’Italia e che altre Regioni, meno performanti nelle classifiche dell’efficienza e dei risultati scolastici, hanno ottenuto posti aggiuntivi nell’organico dei docenti e del personale Ata».