Vicenza in Lirica, raffinato festival all’Olimpico

Dal 27 agosto al 10 settembre in scena prime esecuzioni assolute con allievi provenienti da tutto il mondo

Vicenza in Lirica, festival nato nel 2013 per iniziativa di Andrea Castello, basso-baritono trentacinquenne di Cavarzere con la vocazione per la promozione e l’organizzazione musicale, sta assumendo con rapidità una fisionomia caratteristica. Alla quarta edizione, che comincia il 27 agosto e prosegue fino al 10 settembre, si conferma ad esempio il gusto per proposte raffinate e rare, che disegnano una pregevole collana di prime esecuzioni assolute al teatro Olimpico. Se l’anno scorso si era avuta la rappresentazione di “Orfeo ed Euridice” di Gluck, è già stato annunciato che nel 2017 toccherà a un titolo archetipico nella storia del melodramma come “L’Orfeo” di Claudio Monteverdi, che fu rappresentato per la prima volta al Palazzo Ducale di Mantova nel febbraio 1607.

Intanto quest’anno, e non è davvero cosa da poco, la scena olimpica sarà comunque occupata da Monteverdi: il suo “Vespro de la Beata Vergine” (1610) non vi è mai stato eseguito (lo è stato comunque raramente a Vicenza, l’ultima cinque anni fa a San Felice) e la cura musicale di uno specialista come Francesco Erle (con ottime compagini di specialisti vocali e strumentali) garantisce il risultato. Il tutto con una collocazione nel calendario che incrocia la tradizione religiosa vicentina: il Vespro monteverdiano di devozione alla Madonna sarà infatti eseguito il 7 settembre, vigilia della festa dell’8 settembre, natività della Vergine, che ha il suo fulcro nel santuario mariano di Monte Berico.

Prima e dopo questo evento, articolato il calendario di eventi (www.vicenzainlirica.it) che s’incrociano anche con l’aspetto tipicamente formativo fin dall’inizio proprio di questo festival, ovvero le “master class” di canto affidate a pezzi da novanta della scena lirica internazionale. Quest’anno a palazzo Leoni Montanari sveleranno i segreti della loro arte ad allievi provenienti da molti paesi del mondo il contralto Bernadette Manca di Nissa (che fu protagonista all’Olimpico all’inizio degli anni Ottanta) e il basso Juan Pons. Gli alunni delle due classi terranno il classico concerto finale rispettivamente il 28 agosto e il 3 settembre, mentre l’inaugurazione è affidata il 27 agosto alla singolare figura del tenore con il saio, il trentottenne francescano Frate Alessandro, al secolo Giacomo Brustenghi, stella di una major discografica come la Decca, per la quale ha già inciso tre Cd.

Un omaggio a Shakespeare sarà al centro della serata che unisce il Bardo e il vicentino Luigi da Porto, fra suggestioni teatrali, operistiche e di balletto, in programma domenica 28 agosto, mentre il Barocco sarà protagonista anche in due concerti strumentali rispettivamente affidati alla Corte Armonica di Alberto Maron e ai Musicali Affetti di Fabio Missaggia (cortile di palazzo Trissino e chiesa di San Gaetano, 2 e 4 settembre). E poi, ancora i musica e poesia in due concerti di lieder di grande fascino (il 9 e 10 settembre), ma soprattutto comunque un “tocco operistico”: nel cortile di palazzo Leoni Montanari l’8 settembre sarà di scena il breve intermezzo brillante “La serva padrona” di Pergolesi, che ha avuto un ruolo centrale non solo nello sviluppo dell’opera buffa ma più in generale nell’evoluzione del melodramma e nella diversificazione dei suoi generi.