Bagnoli, profughi: torneo di calcio per terremotati

Circa 150 profughi sono scesi in campo ieri presso il campo sportivo di San Siro, piccola frazione di Bagnoli, “capitale” veneta dell’accoglienza, per un’iniziativa di solidarietà nei confronti della popolazione del Centro Italia colpita dal sisma. Come riporta il Mattino, 6 squadre improvvisate si sono date sportivamente battaglia sul campo da calcio, ripulito e messo a nuovo nei giorni scorsi dagli stessi migranti, raccogliendo una piccola somma fra quanti sono venuti a fare il tifo.

«Dopo l’avvio del progetto che vede impegnati alcuni migranti per due o tre giorni alla settimana in lavori di manutenzione degli impianti sportivi» spiega Massimo Lazzarin, dirigente del Bagnoli Calcio, «i ragazzi, tutti appassionati e bravi a giocare a calcio, mi hanno chiesto di organizzare una partita. Tutto era pronto, ma a causa del terremoto avevamo deciso di non fare nulla per rispetto delle vittime».

«Poi – prosegue Lazzarin – parlando con i ragazzi abbiamo detto perché non organizziamo un torneo per la raccolta fondi vittime terremoto? Ho parlato con la Figc Lega Dilettanti Veneto e abbiamo ottenuto il loro appoggio. Quindi abbiamo scelto il nome del torneo: “Africa unita e solidale con le popolazioni colpite dal terremoto”. I ragazzi hanno preparato dei cartelloni in francese inglese e nigeriano per spiegare a tutti l’iniziativa».

A conclusione del torneo, chi ha voluto ha lasciato un’offerta per le vittime del terremoto, attingendo ai “pocket money”, cioè i 2,5€ che i richiedenti asilo ricevono quotidianamente. Un centinaio circa gli euro raccolti, che verranno versati alla Figc o alla Caritas. «La raccolta continuerà anche nei prossimi giorni», assicura Lazzarin, «così come i lavori volontari negli impianti sportivi. I migranti sono stati molto entusiasti della giornata, riuscita bene e hanno contribuito volentieri anche come segno di ringraziamento per l’accoglienza che il popolo italiano sta dando a loro. C’è da dire che dopo la sistemazione del campo sportivo nei giorni scorsi anche i ragazzi del paese hanno ripreso a giocarci».

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