BpVi e Vb, le “baciate” sono comunque capitale fittizio

Atlante aveva promesso discontinuità radicale. Ora difende lo scambio-fidi azioni, che secondo la Bce é irregolare

La notizia era già nota, ma rileggerla nell’articolo di sabato mi spinge a sottolineare due aspetti della vicenda delle “operazioni baciate” (lo scambio fidi-azioni praticato negli anni scorsi da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, illecito secondo l’accusa giudiziaria). Il primo, purtroppo, è negativo per gli azionisti che ne sono stati vittime. L’illegalità o meno di tali operazioni non sottrae infatti gli stessi dall’onere del rimborso del prestito erogato per l’acquisto delle azioni, a meno che essi non riescano a dimostrare (cosa allo stato estremamente difficile) di essere stati costretti ad accettare tale prestito e di essere stati altresì costretti a impiegarlo in detto acquisto. Il secondo aspetto ha invece a che fare – a parte la supposta “discontinuità” enunciata dal prof. Penati a capo del Fondo Atlante (in foto), subito smentita dalla memoria difensiva della BpVi gestita da Atlante stesso – dal fatto che probabilmente non tutti gli azionisti di tale fondo sono concettualmente d’accordo con la invocata legittimità delle azioni “baciate” in regime di società cooperativa, e quindi precedentemente alla trasformazione dell’istituto vicentino in Spa.

Traggo questa convinzione da una conversazione di mezza estate con un ex presidente dell’Abi, la cui banca è anch’essa azionista, seppure per una quota modesta, di Atlante. Egli sosteneva (sostiene) che la tolleranza usata dalla vigilanza di Bankitalia nei confronti di tali operazioni, diffuse anche nelle Popolari più piccole, era stata definitivamente spazzata via dal passaggio alla Bce della vigilanza sulle banche maggiori (e quindi anche su BpVi e Vb). L’intervento sanzionatorio di Francoforte, che ha subito imposto consistenti ricapitalizzazioni, ha avuto infatti – ad opinione del mio interlocutore – il merito di evidenziare senza ombra di dubbio che le “baciate” costituivano un aumento fittizio del capitale della Popolari, che alterava i parametri di una corretta gestione della loro attività con grave pregiudizio dei depositanti.

Contrariamente, perciò, a quanto affermato dalla memoria difensiva della nuova gestione della BpVi, e con buona pace della “discontinuità”, le “baciate” erano illegittime – almeno secondo la Bce – già in regime cooperativo, al di là della interpretazione letterale dell’art. 2358 ex CC. Già, perché un capitale fittizio è pur sempre capitale fittizio: in una Spa., in una cooperativa o, che so, in una bocciofila. Ora – e nonostante la singolare affermazione del presidente Penati, ovvero che il cda di BpVi è assolutamente indipendente dall’azionista di controllo della stessa – io credo che il Fondo Atlante non possa non intervenire e fare chiarezza. Perché la credibilità di una banca dipende non solo da un cda “indipendente”, ma anche dalla credibilità dell’azionista che ne detiene il controllo quasi totalitario.