«Scossa media? Anche Verona a rischio»

«Un sisma di media intensità potrebbe creare grossi danni anche a Verona». A riferirlo a L’Arena é Luca Scappini, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia. «L’Italia è un Paese dove i terremoti non sono così intensi, ma la qualità edilizia è decisamente bassa e ciò comporta un aumento del rischio», spiega, «in un Paese civile queste cose non possono accadere: ci sono responsabilità diffuse, in tutto il nostro modo di essere e di fare. È una questione di cultura della prevenzione».

«Verona è una città con un patrimonio artistico-culturale inestimabile ed è proprio questo a essere più in pericolo», prosegue Scappini. «I palazzi antichi hanno già subito varie aggressioni da usura e le strutture sono più ardite, basti pensare al Duomo o alla Basilica di San Zeno. Il centro storico, rispetto ad altre città, è abbastanza curato, ma spesso si verificano crolli di cornicioni, che danno un’idea dello stato di manutenzione: anche una sola casa tenuta male può creare problemi alle altre vicine».

«Verona è ritenuta zona sismica dal 2003: ciò significa che gli edifici sono costruiti principalmente con criteri non anti-sismici», osserva Scappni. Pertanto «sono necessari maggiori controlli da parte dei Comuni e di chi ha il compito di tenere monitorata la sicurezza. Ma, soprattutto, deve diffondersi una maggiore sensibilità su questi temi nel committente, che deve interessarsi non solo ai costi o al risparmio energetico, ma anche alla normativa anti-sismica. E non solo nei giorni successivi a un terremoto».