Venezia, coperto il “buco della vergogna”

Là dove prima c’era il “buco della vergogna” è sorta un’area verde e attrezzata, incorniciata da pini marittimi e aceri. La nuova sala Giardino, tensostruttura rosso Biennale, dal 31 agosto al 10 settembre, in occasione della 73.Mostra Internazionale d’Arte cinematografica, ospiterà film, incontri con l’autore e visioni di pellicole, dalle 9 a mezzanotte. Non hanno nascosto la loro soddisfazione il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro e il presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta. «È un bel giorno, atteso da tempo – ha dichiarato Baratta – un grande esempio di collaborazione tra Comune e Biennale, fatto di volontà espresse, lavori eseguiti in tempo, simbiosi tra uffici».

«La questione del buco – ha spiegato il sindaco Brugnaro – andava avanti da anni. Con la Biennale al fianco, abbiamo avuto un atteggiamento di apertura verso le parti interessate, un atto dovuto nei confronti di un luogo che ne ha viste di tutti i colori. Dal mio insediamento abbiamo subito affrontato la questione lavorando giorno e notte per trovare un accordo con quelle imprese che si erano trovate invischiate in questa situazione. Utilizzando i soldi che erano già stati stanziati, ma bloccati dalle cause, abbiamo chiuso i contenziosi con le ditte e le abbiamo fatte lavorare, dando un impiego alle maestranze. Una dimostrazione di come un nuovo modo di affrontare le cose alla fine produce risultati tangibili. Il mio ringraziamento va agli uffici, ai lavoratori e a chi ha coordinato gli interventi».

«Il sindaco – ha aggiunto Baratta – ha messo quel famoso pugno sul tavolo che serve a smuovere la terra, raccolto le risorse e deciso con negoziazioni non facili. Ora il buco è coperto, un pezzo di storia va al macero e ne inizia un’altra». La nuova sala giardino, costata oltre 500 mila euro, di cui 150 mila di primo impianto ha una dimensione di 35 x 25 metri e un’altezza totale di 11 metri, ospita 446 posti, con uno schermo di 6×14 metri ed è dotata delle tecnologie più avanzate: sonori Dolby 7.1, possibilità di proiezioni in 3D, e in pellicola e cinema digitale. Rivestita all’interno con pannelli fonoassorbenti e all’esterno isolanti, la struttura dispone inoltre di luci di sala con sistema motorizzato per illuminazione di eventi e delegazioni, sistema di amplificazione e traduzione simultanea. Cinema nel giardino – è stato spiegato – rappresenta un modo diverso di arricchimento dell’offerta culturale del Festival. Sarà il luogo del pubblico e non degli accreditati, e offrirà la possibilità di vedere film di generi diversi, ma anche di incontrare registi e autori per discuterne.

 

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