Renzi ci pensa: Tosi e Variati sindaci per la terza volta?

Pur di radunare forze a favore del Sì alla riforma, il premier potrebbe concedere il terzo mandato consecutivo ai primi cittadini. Sempre che non sia solo tattica

Da Roma una voce sussurra che Matteo Renzi potrebbe concedere il terzo mandato per i sindaci dei Comuni sopra i 3 mila abitanti (quelli di soglia inferiore prevedono già questa possibilità dal 2014, con una norma contenuta nella legge di riforma Del Rio delle Province). In Veneto la novità rivoluzionerebbe gli scenari politici a Verona e Vicenza, dove i sindaci Flavio Tosi (Fare!) e Achille Variati (Partito Democratico) potrebbero a quel punto ricandidarsi per la terza volta consecutiva, rispettivamente nel 2017 e nel 2018. Ma mentre il secondo é sempre stato schiscio su un’ipotesi temporalmente lontana, per Tosi é una questione di urgente importanza: col voto comunale nella primavera dell’anno prossimo, si trova già ora proiettato in campagna elettorale, e sapere se potrà essere ancora lui a correre per succedere a se stesso é vitale per il suo futuro politico. D’altronde, lo ha anche ammesso: «Abbiamo chiesto al presidente del consiglio quella che è una speranza personale», ha detto il 29 febbraio di quest’anno riguardo l’auspicio di candidarsi ancora, testimoniando fra l’altro il suo buon rapporto con Renzi.

Tosi si sta spendendo molto a favore del sì per far passare la riforma Boschi al referendum d’autunno. La pattuglia di parlamentari a lui fedeli fiancheggia il governo a Roma. E, anche per il tramite della deputata Alessia Rotta, ha creato un asse con il premier e segretario del Pd che va al di là della sua appartenenza di centrodestra, per la verità sempre più di centro (le liasons con l’Ncd del ministro Angelino Alfano e con l’ex ministro Corrado Passera) e ormai non più di destra (nonostante nella sua maggioranza a Verona resistano epigoni della destra più estrema come Miglioranzi). Come contropartita politica, Renzi potrebbe ben tributargli riconoscenza concedendogli di restare assiso nel suo feudo locale, baluardo di un potere che non ha mai messo radici fuori dai confini della provincia scaligera.

Per Variati il discorso é diverso. Per lui l’anno elettorale comincia fra un anno, anche se naturalmente le manovre son già cominciate. Nel campo di centrosinistra ha già issato la sua bandiera di candidato sindaco il socialista Otello Dalla Rosa (amministratore di Aim Energy e direttore della Armes dell’ex presidente di Confindustria Vicenza e Veneto, Gianfranco Ferretto), probabilmente tirandosi dietro un’altra papabile come l’attuale assessore al sociale Isabella Sala. Gli altri dati in corsa, per ordine di probabilità, sono il vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci (che dalla candidatura Dalla Rosa ha ricevuto un brutto colpo, pescando nello stesso bacino moderato e tuttavia, a differenza del vice-Variati, non risultando antipatico anche a certo Pd e certa sinistra), la deputata Daniela Sbrollini, la capogruppo del Pd in Regione Alessandra Moretti (che nonostante la batosta epocale del 2015 nutre sempre valide speranze su se stessa), l’assessore a territorio e ambiente Antonio Dalla Pozza. Se Variati però dovesse essere ripresentabile, tutta la schiera di aspiranti dovrebbe cercarsi altre mete. E al sindaco farebbe comodo restare dov’è, in un ambiente più sicuro rispetto alla molto più faticosa e infida Roma, dove la concorrenza per uno scranno é spietata. D’altra parte, Variati, pur dicendosi d’accordo con la riforma, non ha mostrato molto entusiasmo, finora. Nè risulta che armeggi dietro le quinte per sostenere la causa del sì.

Ma perché Renzi dovrebbe firmar la gentil concessione? Perché in questo momento, pur di vincere il referendum tutti i mezzi, e tutti i politici, del suo partito o non, tornano buoni. E agitare davanti al naso dei sindaci il premio del terzo mandato in cambio del lavoro sul territorio che il Pd non gli garantisce (la lotta interna fra favorevoli e contrari toglie acqua al mulino renziano), per Renzi può essere un’utile arma per la vittoria finale. Sempre che, da fiorentino nel senso machiavellico del termine, non prometta per poi, una volta vinto, non mantenere la promessa. Ma se é vera quella voce e soprattutto se è davvero intenzionato a concretizzarla, le Florentin dovrebbe far approvare la legge prima delle urne referendarie…