Vicenza, piano anti-smog: nuove regole e divieti semi permanenti

La guerra all‘inquinamento atmosferico si intensifica a Vicenza. Palazzo Trissino ha elaborato un piano anti-smog che prevede anche divieti semi permanenti, come il blocco invernale dei mezzi più inquinanti che diventerò fisso e altre novità come per esempio l’obbligo dei negozi di chiudere le porte. «Per noi – spiega l’assessore alla progettazione e mobilità sostenibile Antonio Dalla Pozza, che oggi ha presentato le novità alla giunta – si tratta sostanzialmente di rendere strutturali azioni che abbiamo introdotto da anni». Nel dettaglio, la Regione ha fissato tre livelli di criticità rispetto al Pm10: il livello 0, che richiede iniziative strutturali semi permanenti ai Comuni; il livello 1, con azioni di sensibilizzazione e informazione a carico di Arpav in caso di superamento per 7 giorni consecutivi del valore limite giornaliero del Pm10, pari a 50 microgrammi per metro cubo d’aria; il livello 2, che prevede azioni emergenziali dei Comuni in caso di 3 giorni consecutivi di superamento del doppio del limite giornaliero del Pm10.

A fronte della nuova codificazione introdotta della Regione e considerato che dall’inizio dell’anno ad oggi sono già 33 i superamenti registrati in città del limite giornaliero del Pm10 di 50 microgrammi per metro cubo d’aria, il Comune ha deciso di introdurre in via strutturale, dal 15 ottobre al 15 aprile di ogni anno, lo spegnimento degli autobus nella fase di stazionamento ai capilinea, dei motori dei veicoli merci durante le fasi di carico/scarico, degli autoveicoli in sosta a particolari semafori o ai passaggi a livello; la riduzione delle temperature massime per il riscaldamento civile; il divieto di spreco energetico nelle attività commerciali, come ad esempio il divieto porte aperte negli esercizi commerciali per evitare dispersioni termiche. Rimangono inoltre in vigore i divieti già previsti per la combustione delle biomasse. Prosegue poi la promozione di una sensibilità ecologica nelle scuole, a cui si aggiungono iniziative per favorire il movimento degli alunni e ridurre l’uso delle auto negli spostamenti casa-scuola. Viene confermata l’organizzazione delle domeniche senz’auto in primavera e in occasione della settimana europea della mobilità sostenibile (la prossima sarà domenica 18 settembre).

Inoltre scatterà il divieto di utilizzo di apparecchi per il riscaldamento domestico alimentati a biomassa legnosa, compreso il pellet, se nell’abitazione sono presenti altri impianti termici alimentati a gas (metano o gpl) o a pompa di calore. «Quanto prima – conclude l’assessore – condivideremo tutte queste misure con gli altri 26 Comuni che fanno parte dell’“agglomerato Vicenza”, che hanno quale riferimento, come stabilito dalla Regione, la centralina posizionata nel nostro territorio: quindi, se l’aria non è buona a Vicenza, non lo è in una fascia di territorio che va da Valdagno a Lonigo, da Crespadoro a Montecchio Maggiore, e che comprende tutti i Comuni contermini al capoluogo. Spiace però constatare come, oltre a questo e a distanza di quasi un anno dall’emergenza inquinamento scattata lo scorso anno in seguito ai ripetuti sforamenti del livello di Pm10 – non vi sia più traccia né degli esiti del tavolo tra le Regioni del nord Italia, né di iniziative che intervengano dove i Comuni non hanno competenza (come ad esempio nei confronti delle attività produttive), né dei decreti attuativi che dovevano stabilire le modalità di erogazione dei 35 milioni di euro stanziati dal Governo a favore dei Comuni per la promozione della mobilità sostenibile. Il timore è che anche quest’anno – tra poche settimane, dato che la maggior parte dei Comuni sta per superare il numero massimo di giorni di “sforamenti” – gli amministratori locali si trovino da soli a fronteggiare, in ordine sparso e senza risorse, un problema enorme e che travalica i confini amministrativi dei Comuni, e per il quale l’Unione Europea ha aperto da tempo una procedura di infrazione verso il nostro Paese».

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