Zanoni (Pd): «inaspettata Waterloo della caccia in Veneto»

«Dopo la bocciatura da parte del Governo degli articoli della legge regionale veneta n. 18 del 27 giugno 2016, contenenti disposizioni sulla caccia, alla quale ho attivamente contribuito con esposti ed incontri, la situazione che si presenterà in Veneto alla prossima apertura della caccia di settembre sarà a mio avviso di caos totale». Sono le parole con le quali il Consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni commenta la questione di legittimità costituzionale promossa dal Governo presso la Corte costituzionale nei confronti del provvedimento regionale.

«Un capolavoro di questa maggioranza Lega-Forza Italia – spiega Zanoni – troppo spesso oggetto di ricatto da parte dei suoi cespugli. Gli articoli impugnati sono il 65, sulla possibilità di esercitare la caccia in forma diversa da quella prescelta ovvero da appostamento fisso a vagante e viceversa per quindici giorni e sulla possibilità dell’esercizio del nomadismo venatorio negli ambiti territoriali di caccia altrui per trenta giorni, il 66 sull’attività venatoria con abbattimento di fauna per tutto l’anno nei campi di addestramento cani, il 68 sulla possibilità per le associazioni non riconosciute a livello nazionale di entrare negli organismi direttivi dei Comprensori alpini, norma voluta per fare entrare associazioni non riconosciute a livello nazionale come Cacciatori Veneti, il 69 sulla caccia alle anatre dai natanti e il 71 sulla caccia al Cormorano che è invece una specie protetta».

«Questa legge ha messo in evidenza ancora una volta – continua l’esponente democratico – le incompetenze di chi, seduto in Consiglio regionale, pensando come al solito di aggirare le leggi statali e comunitarie, riesce per le sue smanie da protagonista a mettere nel caos la caccia in Veneto. Non è stato nemmeno capace di copiare la norma sulla mobilità venatoria delle altre regioni evitando l’impugnazione governativa, tutto ciò per pura ingordigia e per dimostrare di essere il più furbo di tutti. Cosa accadrà perciò a settembre quando gli iscritti ad un Ambito, consapevoli della bocciatura governativa, si vedranno arrivare da centinaia di chilometri di distanza degli emeriti sconosciuti, in casa propria, che entrano senza nemmeno chiedere il permesso? Credo che ne vedremo delle belle e che ci sarà molto da leggere nelle cronache locali. Mi chiedo poi che pesci piglierà l’Assessore regionale alla Caccia Giuseppe Pan che con apposita delibera potrebbe stabilire le modalità di accesso dei “foresti” negli ATC. Come potrebbe stabilire delle modalità per un’attività e con una norma che il Governo ritiene incostituzionali? È proprio il caso di dire che si è promesso l’impossibile per fare pura propaganda, propaganda scattata da subito con incontri pubblici in tutte le province del Veneto dove una legge, adesso totalmente delegittimata dal Governo, era stata sbandierata come un enorme successo».

«A questo punto, a Berlato, ideatore e/o sostenitore degli articoli impugnati – aggiunge Zanoni – non resta altro da fare che incolpare il Governo e di certo c’è da aspettarsi che una bella fetta di cacciatori, per la legge del contrappasso, ci caschi come allodole prese con gli specchietti. I cacciatori più informati sapevano che, alla luce delle precedenti sentenze della Consulta, questa norma non avrebbe avuto futuro. Guardando i fatti, Berlato è sicuramente bravo a raccontarla e a fare promesse. Devo però ammettere – conclude Zanoni – che i cacciatori veneti grazie al lavoro di Berlato qualcosa di concreto lo hanno ottenuto: potranno entrare a far parte di coloro che cacceranno le nutrie, anche a caccia chiusa (L. reg. n. 15/2016). Berlato quindi è riuscito ad interferire anche con le tradizioni culinarie venete dei cacciatori che d’ora in poi potranno dedicarsi non più alle cene a base di “polenta e osei”, ma a quelle più attuali a base di polenta e nutria. Non ci resta che attendere l’apertura della caccia».