Lettera aperta a Mion (BpVi): «fai le nomine giuste»

A chi si appoggerà il numero 1 della banca per la scelta del nuovo presidente della Fondazione Roi?

Dico subito che il mio rapporto virtuale con il nuovo presidente della Banca Popolare di Vicenza è partito male. Le sue prime dichiarazioni, dopo la nomina, tese a sdrammatizzare la situazione che si è creata con il default dell’istituto, mi sono sembrate piuttosto inadeguate. Non mi è piaciuta nemmeno la sua ironia sugli emolumenti che le sono stati assegnati e l’ho già espresso in altro scritto. Ora, a giorni, vi sarà una delle prove di peso nelle quali, nella sua veste di presidente, sarà impegnato. Mi riferisco alla nomina del nuovo (spero) consiglio di ammnistrazione della Fondazione Roi.

Va subito detto che ci si arriva tardi. La situazione in cui si trova questo strumento istituito dal marchese Boso Roi avrebbe richiesto una renovatio totale dei membri con altri di alto livello e, soprattutto, senza legami imbarazzanti con la gestione precedente. Ovviamente il rinnovo avrebbe comportato anche quello del collegio dei sindaci. Ora io le chiedo, presidente Mion, a chi si appoggia lei per la scelta dei successori? Non conosce la città, o la conosce poco, e non conosce le persone. Come potrà fare le nomine giuste?

E’ chiaro che oltre ad essere figure specchiate e competenti i nuovi consiglieri e revisori dei conti dovranno avere il compito delicatissimo di chiarire al pubblico la gestione di chi li ha preceduti. E non è cosa facile, visti tutti i rapporti diretti e indiretti che vi sono tra le persone di un certa collocazione sociale. Ecco , dottor Mion, dalle sue scelte noi cittadini capiremo con chiarezza se lei vuole cambiare le cose in favore di Vicenza, oppure navigare tranquillo nelle pacifiche acque del suo stagno.