Rifiuta le cure, 18enne muore di leucemia

Eleonora Bottaro aveva solo 18 anni. E’ morta dopo aver lottato un anno contro questa terribile malattia. Ma durante questo calvario ha dovuto lottare anche contro la legge. Lei e la sua famiglia erano e sono tuttora sostenitori delle cure alternative e hanno rifiutato fino alla fine la chemioterapia, prima nel reparto di Oncoematologia di Padova e poi all’ospedale di Schiavonia. Come spiega la Tribuna, i genitori seguono la filosofia dell’ex medico tedesco Ryke Geerd Hamer, secondo cui le malattie non sarebbero altro che una risposta dell’organismo a traumi psicologici irrisolti. Nel caso specifico, secondo loro, sarebbe insorta dopo la morte prematura del fratello Luca a soli 22 anni.

Tutto è cominciato più di un anno fa, con Eleonora ancora minorenne. Le viene diagnosticata la malattia e il padre e la madre si oppongono con tutte le forze alle cure tradizionali tanto da decidere di dimetterla volontariamente. Immediata la segnalazione al tribunale dei Minori da parte della direzione dell’Azienda ospedaliera. Nel giro di poche settimane è decaduta la patria potestà e il tutore di Eleonora è diventato il professor Paolo Benciolini di Medicina Legale. Dopo una difficile mediazione la famiglia è riuscita ad ottenere che la figlia venisse ricoverata in Svizzera, in una struttura dov’è possibile seguire percorsi alternativi alla medicina tradizionale. In quell’ospedale la 18enne è stata curata con preparati a base di cortisone e, nelle ultime settimane con dosi massicce di vitamina C.

«È stata un’esperienza molto dura e triste» commenta l’avvocato Balduin, che segue ancora la famiglia Bottaro. «Continuavano a darci degli assassini. Non abbiamo fatto altro che ricordare che ci deve essere una libertà di cura». Il legale padovano ha dovuto tutelare marito e moglie di fronte al tribunale dei Minori, dove sono state presentate anche centinaia di firme di compaesani (compreso il sindaco di Bagnoli) che certificavano la serietà della famiglia. Ha dovuto anche accompagnarli a tutti gli incontri avuti con i medici che stavano seguendo la ragazza, divenuta maggiorenne il 14 agosto scorso. «Sembrava che dopo le cure in Svizzera si fosse ripresa» racconta ancora l’avvocato. «Ma la situazione è nuovamente precipitata».