Verona, orchestre al Filarmonico: disfida di grandi “bacchette”

Mehta, Chailly, Pappano, Harding e Noseda alla 25sima edizione del Settembre dell’Accademia. Di scena anche Filarmonica della Scala, Maggio Fiorentino e Santa Cecilia

All’edizione del venticinquennale – una ricorrenza di tutto rispetto – il Settembre dell’Accademia Filarmonica di Verona si scopre un’anima più di altre volte italiana. Da sempre vetrina per le grandi orchestre internazionali, non è che il festival al via dal 7 settembre si faccia mancare le presenze di prestigio d’oltralpe. E basti dire che l’inaugurazione è affidata alla London Symphony Orchestra, oggi la più prestigiosa e anche la migliore delle tre grandi orchestre della capitale britannica. Sul podio della LSO al Filarmonico salirà peraltro una bacchetta italiana, Gianandrea Noseda, che aveva debuttato a Verona soltanto lo scorso anno, sempre per iniziativa dell’Accademia, alla testa della Filarmonica del Regio di Torino. Ma quest’anno è inedita la presenza in cartellone di quattro orchestre italiane (su sette), occasione anche di un intrigante confronto sullo stato dell’arte nel Belpaese.

La rassegna nella rassegna si chiuderà il 28 settembre con l’orchestra della Fondazione Arena, che ormai da anni il Settembre opportunamente convoca nel segno della “veronesità”. E in precedenza vedrà susseguirsi nel giro di una decina di giorni o poco più, fra il 12 e il 25 settembre, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, la Filarmonica della Scala e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Vale a dire, il podio del sinfonismo all’italiana. Di straordinario interesse anche la “disfida delle bacchette” che questa trilogia mette in scena: se il carismatico Zubin Mehta, ottantenne storico direttore stabile, sarà alla guida della compagine del Maggio, la Filarmonica Scaligera risponde con il direttore musicale del teatro milanese, Riccardo Chailly e la Santa Cecilia con il suo acclamato maestro italo-inglese, sir Antonio Pappano, stella anche della Royal Opera House di Londra. Da aggiungere che in due casi saranno di scena anche solisti illustri, il venticinquenne pianista russo Daniil Trifonov con i milanesi e il violinista americano Gil Shaham con i romani. L’uno e l’altro saranno protagonisti di pagine popolarissime, il Concerto di Schumann il primo, quello di Cajkovskij il secondo.

Completano il programma del Settembre un recital pianistico, affidato ad Alexander Lonquich e due altri appuntamenti orchestrali, rispettivamente con i tedeschi Bamberger Symphoniker, al traguardo dei 70 anni e attesi a Verona con la guida di Christoph Eschenbach e con la Mahler Chamber Orchestra. Formazione europea per eccellenza, nel senso che non ha sede stabile ma è internazionale per definizione e vocazione, fondata da Claudio Abbado nel 1997, a Verona quest’ultima sarà diretta da Daniel Harding e chiuderà la rassegna al teatro Filarmonico il 7 ottobre. Se il programma della serata conclusiva sarà monografico, con le tre ultime sinfonie di Mozart, gli altri concerti attraverseranno il grande repertorio sinfonico dell’Ottocento non senza qualche apertura a pagine meno frequenti e popolari, ma non meno importanti e significative. Oltre a Beethoven e Brahms, Chopin e Schumann, Cajkovskij e Schubert, sempre proposti con pagine celeberrime, ci sarà infatti spazio anche per Rachmaninov (seconda Sinfonia), Saint-Saëns (terza Sinfonia con organo) e Bruckner, di cui Mehta con l’Orchestra del Maggio dirigerà la monumentale ancorché incompiuta Nona Sinfonia.

Se non bastasse, per sottolineare il venticinquennale del festival l’Accademia Filarmonica presieduta da Luigi Tuppini ha imbandito anche una serie di sette concerti gratuiti fuori abbonamento che disegnano di fatto un festival parallelo, non solo nella Sala Maffeiana attigua al teatro Filarmonico, ma anche nella basilica di San Zeno, nella chiesa di San Nicolò, al polo Zanotto dell’Università. Sono concerti solistici, da camera o con ensemble orchestrali di dimensioni ridotte, dai protagonisti interessanti e dai programmi ricchi di sorprese. Da segnalare almeno i Virtuosi Italiani impegnati nel Requiem di Mozart, l’Orchestra Filarmonica Italiana che affronterà invece la Messa in Do maggiore op. 86 di Beethoven, il nuovissimo Ensemble della stessa Accademia Filarmonica, il “Musikpodium” giovanile Dresda-Venezia (programma fra Händel, Porpora e Vivaldi) e la trentina Theresia Youth Baroque Orchestra.