Fertility Day, sito offline ma nessuno sa niente

Il Fatto Quotidiano ha contattato l’ufficio stampa del Ministro Lorenzin per chiedere spiegazioni, visto che il sito dedicato al Fertility Day sembra non funzionare. «Salve, ci risulta che il banner e il sito per la campagna della fertilità sul vostro sito non siano più funzionanti. E’ così?». «Guardi, non so neanche di cosa stia parlando, io ieri non c’ero». «E’ da due giorni che i giornali non parlano d’altro, dovrebbe essere informata. E comunque avrà qualche collega che può dirmelo». «No, non ne so niente di questa campagna. Che non funziona – il banner, vero? – me lo dice lei. Se vuole mi mandi una mail con la richiesta».

Insomma nessuno sembra sapere niente sulla campagna che sta sollevando un vespaio di polemica online ed offline. L’intento con Fertilityday2016 era quello di contrastare la denatalità e ricordare agli italiani la bellezza della maternità e paternità. Al momento, se si prova ad entrare nel sito, si viene indirizzati in una pagina di cortesia con logo. Sulla pagina Facebook compare questo messaggio: «dalle ore 14.00 del 31 agosto il sito www.fertilityday2016.it e gli articoli in esso contenuti non sono raggiungibili per un problema al server. Stiamo lavorando per ripristinare il link il prima possibile».

Se il sito non funziona le polemiche non si placano, soprattutto da parte di donne che che ricordano al Ministro quanto l’assenza di lavoro e welfare siano in testa ai motivi che costringono a rinunciare o a rimandare la maternità. E che tante persone che vorrebbero avere figli purtroppo non possono. A buttare benzina sul fuoco ci pensa il senatore del Pd Stefano Esposito: «il silenzio è la cosa migliore, ma vi invito a scavare e a scoprire qual è la società di comunicazione che si è inventata questa stronzata e quanto l’abbiamo pagata – ha detto ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università Niccolò Cusano -. Circa 150-200 mila euro. Sarebbe interessante sapere se hanno fatto almeno una gara d’appalto».

Tags: