«Renzi, manda docenti o salta scuola in Veneto»

Più studenti e meno docenti: questo, in sostanza, il saldo della scuola veneta e la ragione dello scontro con il ministero. «Qui servono almeno 486 docenti in più sui 3mila richiesti dall’Ufficio scolastico regionale», tuona l’assessore regionale all’Istruzione, Elena Donazzan, citata dal Giornale di Vicenza. «Servono per garantire il livello minimo assicurato lo scorso anno», spiega, «nel frattempo le esigenze sono aumentate: le famiglie venete chiedono più classi a tempo pieno. E poi gli studenti certificati andrebbero seguiti meglio con un maggior numero di docenti. Impensabile».

«A fronte di 30mila alunni in più dal 2008 il ministero non ci considera», prosegue Donazzan, «peggio: quando si è trattato di adeguare l’organico, nel luglio del 2015, quindi dare posti aggiuntivi per docenti, al Veneto sono arrivate le briciole. Come Regione abbiamo chiesto un accesso agli atti per capire il motivo di tale riparto. Risposte? Zero. Quest’anno però è arrivato un altro taglio». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il senatore di Forza Italia, Marco Marin, vice presidente della Commissione istruzione: «Il Veneto è maltrattato. Ma non è l’unica regione. Ho fatto presente anche altri casi al ministro. Nessuna risposta. È la “Buona scuola” di Renzi che non funziona».

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