«Via Schiff da Vicenza»

Appello (con tanto di pagina online) contro il pianista cittadino onorario del capoluogo palladiano

Immaginate un attimo solo. Avete un figlio e per lui sperate il meglio, e tra il meglio c’è la conoscenza, la più ampia e trasversale e libera. Bene, fin qui impossibile dissentire. Ora, c’è un professore molto importante, riconosciuto ovunque, esempio di moralità, e vostro figlio finisce nella sua classe. Qual privilegio, pensereste, e fin qui ancor più impossibile dissentire. Durante l’anno accademico però vostro figlio si rende conto che alcuni argomenti sono trattati con superficialità, quando addirittura non sono trattati affatto. Che succede?

Succede che l’esimio è uomo tutto d’un pezzo e di morale ferrea e antica e non si immagina nemmeno per scherzo di insegnare cattivi maestri che han poi portato al buio della storia. Siano i Marx, i Mussolini o finanche (ego deprecarentur) i San Paolo o Agostino. E’ ancora impossibile dissentire? O forse l’educazione, la conoscenza, necessitano di larghissime vedute ed è semmai il proprio senso critico che poi, un giorno, formerà le scelte ideologiche individuali? A questo punto son quasi certo che quel professore lo vedreste di sbieco se non proprio di malocchio. E mi par impossibile dissentire.

A VicenzaAndrás Schiff è rispettato ed è cittadino onorario e residente privilegiato al Teatro Olimpico, bontà sua. Ma il punto è un altro. Egli infatti è molto simile al professore di cui sopra. Per le sue ideologie si rifiuta di dirigere e quindi di far ascoltare pagine di immensa bellezza e definitiva importanza della storia della musica. Niente Wagner, niente Richard Strauss, sia mai. E niente di tutto ciò nonostante l’ebreo Barenboim diriga l’opera wagneriana in Israele, e niente di tutto ciò quando il grandissimo Toscanini (comunista della piana) adorava l’uomo di Beyreuth e lo eseguiva con trasporto senza pari. Niente di tutto ciò quando l’ebreo Kubrick rendeva immortale Richard Strauss usando il suo “Zarathustra” in 2001. Il fatto è che il nodo gordiano si chiama musica e non politica. Si chiama idea e non ideologia. E Vicenza, città Palladiana, simbolo di equilibrio rinascimentale, di umanesimo salvifico, non può avere un bardo che altezzosamente esclude e censura invece di diffondere e spiegare.

Noi siamo per insegnare con la musica, per aiutare con la musica, per migliorare la vita con la musica. E l’arte è arte in sé, sia che racconti di tragedie sia che ne dipinga le lodi. Gettereste Leni Riefenstahl perché glorificò Hitler facendo il suo mestiere (la regista) al massimo? Abiurereste Eisenstein perché regista della rivoluzione russa che poi portò allo stalinismo e alla morte di venti milioni di persone? E a Cèline, e a Pirandello, e a Neil Young che vota Reagan, cosa gli fate? In un momento in cui la guerra contro l’estremismo islamico tende a isolarci sempre di più e l’idiozia delle masse si muove dalla pancia e sempre meno dal cervello, sarebbe il caso di spostare nel cerebro anche le scelte artistiche cittadine e rivedere la posizione del pur superbo maestro Schiff.

Marco Ghiotto

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