Pedemontana, tosiani: «ultima chiamata per Zaia»

«Per la Pedemontana veneta questa è l’ultima chiamata: o Zaia riesce a inserire nel nuovo accordo con Sis le opere complementari previste nel progetto originario o porteremo al fallimento la nostra Regione». Lo dicono i consiglieri regionali tosiani Conte, Negro, Bassi e Casali dopo la notizia della presentazione da parte di Sis di una nuova proposta. «Ora è possibile rinegoziare il contratto, capestro e scellerato, già messo pesantemente in dubbio da Cassa Depositi e Prestiti – intervengono i tosiani – Senza le opere complementari la Superstrada Pedemontana Veneta non è funzionale, non riuscirebbe a generare traffico sufficiente a coprire i costi e i rischi e in caso di mancanza di traffico i soldi mancanti li dovrà mettere la Regione».

«Un insuccesso che porterebbe il bilancio del Veneto direttamente al fallimento perché si troverebbe a dover pagare parecchi milioni di euro di penali ogni anno». Il costo per le opere complementari, che altro non sono che le interconnessione della SPV con le strade esistenti nel territorio circostante, è di circa 200 milioni di euro. Due esempi su tutti riguardano la realizzazione della bretella tra la Sr 53 Vicenza Treviso e il casello di Cassola o lo svincolo di Breganze per la interconnessione alla Complanare. Ma, dicono i tosiani, la spesa di questi interventi garantisce i flussi di traffico e si ripagherebbe generando utili.