No, la Donazzan “femminista” no!

Fertility Day, l’assessore regionale veneta di destra si appella alle donne di tutt’altra famiglia ideologica

La Donazzan, si sa, è fumantina. Pronta alle dichiarazioni al vetriolo. Aliena da ogni forma di moderazione. Quando si legge una sua dichiarazione, la si immagina scritta di getto, il volto paonazzo di rabbia, le dita frenetiche sulla tastiera. Non esattamente l’immagine di una amministratrice compassata e prudente, restia alla rissa. Piuttosto una che “mena”, a parole s’intende, nella migliore tradizione di quel filone politico che mai ha rinnegato.
Se c’è una cosa, però, che la manda letteralmente fuori dai gangheri è quando gli avversari mettono piede nel suo orto ideologico. Allora reagisce come un animale cui invadano il territorio di caccia. Con ferocia.

Figuriamoci: la ministra Lorenzin propone il “Fertility day”! Un oltraggio, un’indecenza. Il governo Renzi, che ha varato le unioni omosessuali, adesso vuole che le donne italiane, sempre più ritrose in tal senso, facciano figli. La Donazzan sbotta: «Questo governo odia la famiglia e probabilmente considera la donna un mezzo per incubare figli, forse da consegnare alle coppie omosessuali, come di fatto è stato recentemente approvato con la legge Cirinnà».
Siamo a un pelo dal motto: l’utero è mio e lo gestisco io. E infatti la Donazzan chiama a raccolta le femministe d’Italia: se ci sono battano un colpo. E si indignino tanto quanto lei. Certo, ‘ste femministe sono ridotte un po’ maluccio, se hanno bisogno che sia la Donazzan a dar loro la sveglia.

Questa volta, però, forse l’Elena nostra ha sbroccato. Noi ci permettiamo di segnalarlo al suo portavoce, che di cognome fa Benigno (ti so dire se si chiamasse Maligno): non ci risulta che gli elettori disposti a scrivere Donazzan sulla scheda abbiano in gran conto le femministe. Da quel che ne sappiamo, ma possiamo anche sbagliarci, i più buoni le vorrebbero tutte a casa a far la calza vicino al focolare. Quelli cattivi, meglio non pensarci.
Non abbiamo idea di come l’abbiano presa, questa Elena che gli diventa tutto d’un colpo femminista. Che magari non l’abbiano presa niente bene?