BpVi, buco semestrale da 795 milioni

La Banca Popolare di Vicenza ha chiuso il primo semestre dell’anno con una perdita di 795 milioni di euro. Sul risultato, si legge in una nota, ha pesato l’incremento dei livelli di copertura dei crediti, gli effetti connessi al “contestato recesso” di Cattolica dalla bancassicurazione e i presidi economici adottato a fronte dei ”litigation risk” connesso alla vendita delle azioni della BpVi. Al netto di tali effetti la perdita sarebbe contenuta a 85 milioni di euro.

Le masse intermediate hanno comunque fatto registrare segnali di stabilizzazione e moderata ripresa dopo il perfezionamento dell’aumento di capitale. Il calo dei ricavi core è stato parzialmente compensato dalla riduzione degli oneri operativi, che hanno beneficiato, di un numero minore di risorse e di un’ulteriore razionalizzazione della presenza territoriale del gruppo che ha visto la chiusura di ulteriori 71 filiali (dopo le 75 già effettuate nel 2015) e l’avvio della chiusura dei 6 Uffici di rappresentanza posizionati all’estero che si completerà entro la fine del 2016.

La raccolta diretta, pari a 20.029 milioni, segna una riduzione dell’8,7% rispetto alle consistenze di fine 2015 per effetto, principalmente degli impatti reputazionali. A partire da maggio 2016, la raccolta ha ripreso a crescere, in concomitanza con l’aumento di capitale. Le rettifiche di valore nette per deterioramento restano elevate e complessivamente ammontano a 938,8 milioni, a fronte dei 1.089,1 milioni del 30 giugno 2015. Gli impieghi netti verso la clientela si attestano a 23.367 milioni in flessione del 7,2% rispetto al 31 dicembre 2015 e del 12,7% nei dodici mesi. I crediti deteriorati lordi si attestano a 9.394 milioni e registrano un aumento nel primo semestre 2016 pari a 431,7 milioni (+4,8%).