BpVi, contenziosi raddoppiati: quasi 7 mila reclami

«Dopo la lettera di recesso ho scritto a Cattolica una lettera in cui abbiamo sostenuto che questa cosa non era nelle loro possibilità ed era stata inopinatamente esercitata». Così l’amministratore delegato della Banca Popolare di Vicenza, Francesco Iorio, ha contestato l’esercizio del recesso di Cattolica assicurazioni dagli accordi di bancassicurazione con BpVi. Iorio ha detto di non volere lo «scontro frontale» e di aver registrato da parte di Cattolica una «disponibilità a sedersi al tavolo per vedere se un accordo commerciale può essere definito su basi nuove. Ma – ha aggiunto – non abbiamo limiti a sederci ad altri tavoli» per cercare nuovi partner.

«Loro hanno perso 50 milioni» con l’investimento nelle azioni della BpVi «noi 230 milioni» a causa della svalutazione della quota in Cattolica, ha ricordato Iorio. A chi chiedeva se la quota fosse ancora strategica Iorio ha risposto: «abbiamo il 15% della quarta o quinta compagnia ora non trasformata in spa per cui la valorizzazione prospettica di questa partecipazione sarà una domanda che il cda dovrebbe porsi». L’ultimo atto dello scontro potrebbe essere la richiesta di trasformare Cattolica in spa? «Ultimo, primo, secondo si vedrà» ha glissato Iorio.

Intanto cresce il contenzioso tra la Banca Popolare di Vicenza e i suoi clienti per l’acquisto di azioni. Nel corso del primo semestre del 2016 i reclami e i contenziosi promossi dalla clientela, ad esclusione di quelli relativi al capitale finanziato, sono più che raddoppiati, passando da 2.919 a 6.936. A fronte delle richieste, spiega la nota sui conti, sono stati contabilizzati ulteriori accantonamenti al fondo rischi e oneri per 94,4 milioni, portandone l’importo complessivo a 230,7 milioni. Sottolineando che il Cet1 della banca è sceso al 10,75% e «non è più di molto superiore allo srep» (che impone un buffer del 10,25%), Iorio ha detto che «qui dobbiamo esser molto chiari: nessuno metterà altro capitale per ripagare la litigation ai soci pregressi, la capacità della banca di far fronte a ulteriori accantonamenti è molto limitata. Dobbiamo difendere il patrimonio della banca» gli ha fatto eco il vicepresidente, Salvatore Bragantini: «le risorse sono quelle che sono – ha aggiunto -, è assurdo un aumento di capitale per risarcire chi ha deciso di comprare azioni a 62 euro».

Dopo l’emorragia di fondi subita tra il 2015 e la prima parte del 2016 continua a mostrare segnali di ripresa la raccolta della Banca Popolare di Vicenza. «La raccolta è aumentata di circa 850 milioni da fine maggio ad agosto» ha sottolineato Iorio.