BpVi, nuovo piano a ottobre: più esuberi

L’amministratore delegato di Banca Popolare di Vicenza, Francesco Iorio, apre all’istituto di Montebelluna auspicando «forme di collaborazione con Veneto Banca le più profonde possibile, sia in termini di sinergie di ricavo sia di costo». In conferenza stampa il presidente Gianni Mion ha sottolineato che la fusione tra le due banche si doveva fare già anni fa. «La strada della fusione e del ripensamento della banca del Veneto è importante, bisognerà vedere in che modo. Se invece ci saranno delle soluzioni migliori, ben vengano, ma per il momento non ho consapevolezza che ci sia alcuna manifestazione di interesse».

La Banca Popolare di Vicenza presenterà un aggiornamento del piano industriale «nel giro di qualche settimana, in linea di principio nella prima metà di ottobre», ha detto Iorio. «Credo che i 550 esuberi previsti nell’attuale piano, non saranno sufficienti» alla luce della perdita di ricavi e masse. Nell’ambito della revisione del piano industriale «saranno valutate le diverse opzioni strategiche sia in ottica stand-alone sia nell’ambito di eventuali processi di aggregazione». Il piano dovrà «puntare ad un rapporto costi/ricavi sostenibile nel tempo e dovranno essere attentamente valutate le diverse opzioni relativamente alla gestione del portafoglio crediti non performing».

«Stiamo parlando con i vertici di Veneto Banca per capire quali potrebbero essere le possibile sinergie sulle società prodotto e sui costi» ha detto ancora Mion. “Qualche anno fa c’era stata una raccomandazione da parte della Banca d’Italia perché si fondessero le due banche. Se questo fosse avvenuto non avrebbero avuto tutti questi problemi e si sarebbe creata una società per azioni con una quota di mercato importante in Veneto. Questo non è avvenuto e le due banche hanno avuto problemi e sono state salvate».

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