«Grande Truffa del Veneto in Italia», la Regione lo promuove

In occasione dei 150 anni dal plebiscito che nel 1866 sancì l’adesione del Veneto all’Italia, la Regione ha distribuito alle biblioteche un volume venetista tramite soldi pubblici. Si tratta di “1886, La Grande Truffa” che, come ricorda Gian Antonio Stella sulle colonne del Corriere della Sera (oggi a pagina 17), venne pubblicato nel ’99 a firma di Ettore Beggiato, storico militante della Lega prima e della Liga poi, oggi a capo della segreteria in Regione di “Siamo veneto”. Secondo Beggiato, il plebiscito fu pilotato: a votare furono in pochi – oltre 640 mila su 2 milioni e mezzo di veneti di allora – e il risultato schiacciante, solo 69 no e qualche centinaia di schede nulle, proverebbe in modo inconfutabile l’imbroglio.

Stella fa controbattere allo storico Mario Isnenghi, illustre accademico veneziano: «Per cominciare quasi 650 mila votanti non son pochi, per i tempi. Anzi. Ci furono pressioni e perfino dei trucchi? Può darsi: nella storia va tenuto conto del contesto. L’aspetto più importante però fu il principio, del tutto innovativo, di far votare la gente. Rispetto allo status quo vigente il plebiscito era così rivoluzionario che i difetti, in quella sorta di grande festa collettiva e happening politico, passano in secondo piano». Non solo, secondo Stella, nella sua opera Beggiato «cita solo ciò che fa comodo e ignora accuratamente il resto».

Ma per il giornalista vicentino la questione non si limita ad un dibattito tra storici:

era opportuno che una Regione dove vari esponenti leghisti scatenarono tempo fa una polemica durissima per rimuovere dalle biblioteche i libri di vari autori come Roberto Saviano («Meglio metterli in uno scantinato», disse il segretario Gianantonio Da Re, «Chissà non se li rosicchi qualche criceto») spendesse denari pubblici (per quanto pochi possano essere) per distribuire in occasione del Centocinquantenario un libro dichiaratamente ostile?

(…) La lettera d’accompagnamento del libro alle biblioteche del Presidente del Consiglio Regionale Roberto Ciambetti dice: «L’opera ripercorre le vicende del 1866, descritte dagli storici prezzolati dai Savoia come un evento addirittura della Provvidenza. L’autore cerca di far parlare i documenti e le testimonianze dell’epoca…». Domanda: cosa avrebbe detto chi oggi sdrammatizza il fatto («e che sarà mai…») se a parti rovesciate un’altra carica istituzionale «al di sopra delle parti» sponsorizzasse un libro che ammicca proprio alla propria fazione politica, rossa, bianca, verde o marron?

«Non lo sapevo. È una follia. Nella scia di un’altra follia, l’insistenza su un referendum autonomista già bocciato dalla Corte Costituzionale», attacca Piero Ruzzante, consigliere regionale del Pd. «Niente di nuovo – aggiunge –, nel 2011 riuscimmo a imporre alla Lega le celebrazioni solo dopo un braccio di ferro, noi e Forza Italia». La destra italianista usa invece toni più morbidi. «Non ne sapevo niente… Ci prende in contropiede…», risponde un incerto Massimiliano Barison, capogruppo di Forza Italia in Regione. « Il libro di Beggiato? Non ne sappiamo niente», rispondo da Fratelli d’Italia. Con queste premesse, a un mese dall’anniversario, le celebrazioni istituzionali appaiono come un miraggio.