Home Festival finito e ai residenti tocca pulire

Cala il sipario sull’Home Festival e si accendono i riflettori sulla sporcizia rimasta. I residenti di San Giuseppe, dopo essersi lamentati, si sono rimboccati le maniche perché, come dice il vecchio detto, “chi fa da sé fa per tre”. La Tribuna pubblica una lettera di un abitante del quartiere: «non posso dire è stato bello, disagi irrilevanti, quartiere pulito ed immacolato, lamentele pretestuose o, come ho sentito, di che ci si lamenta volete mettere l’aeroporto? No, mi dispiace, la realtà è diversa e l’abbiam visto anche stamane. L’area dogana era linda, certo, ma non esiste solo lei! Come non esiste che il carico della raccolta rifiuti dell’intero quartiere sia a carico dei ragazzi dell’Home».

«Piange il cuore vedere come ci hanno ridotto casa, che non è, almeno per noi, solo l’abitazione in senso stretto, dove peraltro ci hanno buttato transenne, bottiglie andate poi in frantumi, lattine, vomito e deiezioni solide e liquide, divelto la segnaletica stradale, ma è anche la nostra strada, l’Ostiglia, l’oasi del capitello che curiamo da 50anni, insomma l’intero ambiente che ci attornia. E che, ci dispiace per i ciechi e sordi ad oltranza, non lasciamo di certo nel degrado, almeno finchè le forze ci sosterranno. Naturalmente, passata la festa, gabbato lu santo: infatti son già tutti proiettati al prossimo festival, più grande, più intenso, più internazionale, più, più…..Vorremmo anche noi un più, semplice, affatto oneroso: più rispetto ed attenzione. Magari con quel “gesto squisito” che chiedevo…….intanto ..sotto di ramazza ed olio di gomito!».

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