«Io, giovane del Pd, vi spiego perché la politica é ancora passione»

La prima tessera a 24 anni, il bisogno di «fare», la dimensione locale e la fatica affrontata con gioia

I giovani si allontanano e perdono fiducia perché la politica, spesso, si inaridisce. Perde il legame con i suoi fini oppure perde il coraggio di indicarli chiaramente. La politica smarrisce il suo senso se non è orientata a grandi obiettivi per la umanità, se non è orientata alla giustizia, alla pace, alla lotta contro le esclusioni e contro le diseguaglianze. Sergio Mattarella

Siamo sedute a uno sgangherato tavolino di plastica, in un bar che sa di periferia e aria calda, umida, di quest’estate che non vuole finire. Esce il signore a chiederci cosa vogliamo: vassoio, grembiule bianco e dialetto marcato, sembra che lui, da qui, non si sia mai mosso. Due birre e tanta speranza, grazie.

G. e io ci conosciamo da qualche tempo ma ci ritroviamo solo ora, con l’università appena conclusa, un lavoro da cercare e un futuro da costruire. Ma per chi vuole c’è dell’altro, si trova ancora lo spazio per qualche ideale da alimentare. O almeno, ci proviamo. Chi scrive, chi studia, chi fa il dottore, chi il magistrato, chi la maestra d’asilo. Qualcuno, poi, inizia a fare politica attivamente…Quasi impossibile che si trasformi in un lavoro, ma c’è dell’altro su cui vale la pena investire.

Hai iniziato a fare politica, sottoscrivendo la tua prima tessera a 24 anni. Cosa ti ha spinto a prendere questa decisione?
Ho sempre respirato temi politici a casa, ai miei è sempre piaciuto parlare di politica, di quello che succedeva, e quindi io sono cresciuta con la mentalità che fosse importante saperne, interessarsi e ultimamente ho avuto l’esigenza di viverla in modo più attivo.

Come bilanci questa scelta con il deludente mondo politico attuale?
Secondo me è giusto lamentarsi, ma prima di farlo bisogna fare. Io non sono d’accordo con chi si lamenta e poi non va a votare, non legge il giornale, non s’informa. Queste sono le persone “vaffatutto”, a prescindere. Non mi piace come atteggiamento. Se ti lamenti a caso, non sapendo niente, come la maggior parte dei nostri coetanei, allora non vale nulla. Se non ti rendi neanche conto di quello che sta succedendo intorno e parli, dai solo fastidio.

Non sono però solo i disinformati che sono stanchi della politica…
Per quanto la politica ti sfiducia, devi comunque fare qualcosa, dare il tuo contributo. Se le cose non ti vanno bene, bisogna fare. E’ giusto. Io non sono d’accordo al 100% con la linea del mio partito, ma è giusto crescere e cercare di trovare un modo. Alla fine uno fa politica perché sente l’esigenza di voler cambiare. Per molti farlo a quest’età potrebbe, anzi può, sembrare ridicolo ma noi dobbiamo renderci conto che le decisioni che vengono prese oggi hanno un impatto fortissimo su di noi e sul nostro futuro.

Secondo te qual è la motivazione che spinge un ventenne a mettersi in politica?
La passione, l’interesse vero.

E un cinquantenne?
Dipende, credo che l’idea di potere c’entri un po’ di più.

Torniamo alla passione: cosa intendi?
Ti faccio un esempio personale, lavoro da sei mesi in un grande magazzino alle porte della città, non mi piace farlo, mi sento sempre stanca, demotivata, ma devo farlo. Se invece si tratta di avere una riunione, che può durare anche fino a notte inoltrata, ci vado con il sorriso perché in mezzo a tante cose pallose e burocratiche cresciamo, impariamo e c’è quel piccolo particolare o progetto che portiamo avanti. Senza essere pagati, ci sono ragazzi che dopo otto o dieci ore in giro per lavoro vengono a una riunione e dopo la riunione –che non finisce mai- c’è la birra insieme…si torna alle due e alle sette di nuovo in piedi. Questa, per me, è passione.

Cosa ti aspetti da questo percorso?
La crescita, sono dell’idea che stare con persone intelligenti ti faccia crescere e migliorare, voglio imparare dalle persone che vedo e che lavorano da anni in questo campo. È un terreno fertile, si può assorbire tanto e imparare a contribuire.

Tra vent’anni ti vedi ancora nella politica attiva?
Sicuramente la passione politica rimarrà, perché alla fine la politica è tutto ciò che ci circonda. La politica, intesa come l’amministrazione delle res publica, riguarda tantissimi aspetti delle nostra vita, oserei dire quasi tutto.

In molti dicono che un giovane che entra in politica è destinato, alla lunga, ad essere inghiottito dal sistema, pensi che sia necessariamente così?
Essendo entrata da poco, ti posso dire che per il momento nessuno ha cercato di forzare le mie idee o le mie azioni. C’è una cosa, tuttavia, di cui ci si rende conto quando si inizia a fare politica, che è un mondo fatto di compromessi, ci sono dei punti d’incontro da trovare per cercare di avere un risultato che ti interessa. Che poi, funziona come all’interno di una comunità, dove ci sono le idee degli altri, diverse dalle tue, da tenere in considerazione: il cosiddetto contemperamento degli interessi, che è la vera dote di chi fa bene politica.

Veniamo al tuo partito. Al di là di quello che scrivono i giornali ogni giorno, vivere la politica locale ha un’altra dimensione…
Io inizialmente, quando mi sono iscritta, non ne sapevo nulla della politica della mia città, non sono una che compra il Giornale di Vicenza (non mi piace neanche quello che scrivono), leggo Repubblica, seguo Mentana ma ero molto lontana dalla politica cittadina. Prima, da ignorante, pensavo che non si potesse fare nulla a livello comunale, invece ora ho capito che si possono fare tantissime cose e valide. E soprattutto, non è il Pd nazionale che detta le virgole di quello che succede qui… c’è più spazio e quindi la motivazione è molto più alta.

Come vivi il fatto di far parte di un partito molto spaccato?
Da un lato credo che sia normale, dall’altro sicuramente è un qualcosa che indebolisce e crea confusione. Poi, certi mi piacciono, altri un po’ meno. Il nostro presidente del consiglio, per esempio, appartiene alla seconda categoria. 

Se potessi scegliere il tuo presidente del consiglio oggi?
Rossi, il presidente della Regione Toscana.

Il prossimo degli Stati Uniti?
Avrei voluto Bernie Sanders, davvero un grande, a oggi credo che la scelta possibile sia una sola.

Quindi, in generale scelte più a sinistra del centro sinistra e del Pd?
Alla passione non si comanda. 

Se potessi cambiare un aspetto del tuo partito cosa sceglieresti?
I followers.

Ultima domanda, cosa voterai al referendum?
No…. comment.