Lavori stradali: Vicenza a ostacoli

Quest’estate si è superato il limite: fa e disfa, i preventivi discutibili, la ZTL irrazionale. Ma chi le pensa e chi le fa queste cose, un alieno?

I lavori stradali in città sono necessari ed utili. Se comportano dei disagi bisogna avere pazienza, ma entro certi limiti. Non si dovrebbe costringere al giro della città per arrivare ad una meta pur vicina. Questa estate mi sembra si sia superato un accettabile limite di tolleranza. I cantieri sono dovunque e se questo fervore, da un lato, è plausibile, non si può non osservare che manca una programmazione più razionale. I casi sono tanti e non so da dove partire. Viale Mazzini: ne ha parlato il foglio locale nei giorni scorsi. Da anni si auspica un coordinamento tra assessorato ai lavori pubblici e Aim-Amcps. Nonostante questo, il fa e disfa continua imperterrito. Si esegue un’asfaltatura e subito dopo si vede il trattore scavasassi che rompe il manto appena rifatto e, voilà, il rappezzo successivo è tutto tranne che a regola d’arte. Risparmio per una volta le considerazioni che su quattro addetti presenti, 1 o 2 lavorano e gli altri guardano o sono occupati in importanti telefonate al cellulare.Altra sintetica osservazione sui lavori pubblici.

Attraverso stampa leggo sempre che la tal opera costerà X e altra costerà Y. Ho una piccola esperienza di cantieri che ho frequentato per decenni e sono molto perplesso davanti ai preventivi per lavori che vengono riportati dai media. Quasi tutti, direi, meriterebbero un approfondimento per sospetto di sovrastima. Un’altra condiderazione riguarda il responsabile di cantiere. Non dovrebbe esserci solo il nome sul cartello dei lavori, ma l’incaricato dovrebbe passare anche più volte al giorno per verificare se tutto è ok e se i tempi sono congrui. Tornando al Mazzini esiste un ennesimo cantiere sul marciapiedi della ciclabile: una rete di protezione e una montagnola di terra. Il fatto è che da tempo non ci sono persone che lavorano e non mi si dica, per favore, che anche gli operatori hanno diritto alle ferie. Nessuno si sogna di contestarlo, ma le ferie possono essere prese anche in tempi anticipati o differiti e, per opere pubbliche questo dovrebbe essere un dogma. Su questo viale ci sono delle sofferenze anche sul manto erboso lungo le mura trecentesche, il restauro delle quali è costato non poco e avere quel parterre trascurato alla loro base è un peccato grave.

I ponti chiusi, Margherita, Marmi (solo parziale), Pietra e Barche hanno creato un caos nella circolazione. Gli automobilisti, pur non avendo il mio affetto, meritano comprensione soprattutto perché era, mi si dice, possibile programmare meglio lavori e tempi di esecuzione. Guardando i cartelli con inizio e fine dei lavori si può anche passare il tempo, ma non certo avere notizie attendibili su quei dati. Sulla ZTL di contrà Apolloni si sono già espressi con efficacia alcuni amici del Pd. Aggiungo solo che quella infausta decisione di istituirla, senza comunque renderne ben visivili le indicazioni, era irrazionale e, ora, che si sono accorti dell’errore, sarebbe il caso chiedessero almeno scusa a tutti coloro che ne sono stati coinvolti con sanzioni e disagi. Più in generale, quando inizia un percorso ZTL, l’avviso dovrebbe non solo essere visibile a lettura, ma anche con lampeggiamenti o altre luminosità.

A volte non si sa bene dove arrivino i lavori pubblici e dove la mobilità. Di situazioni ce ne sono tante , ma vorrei citarne una per esemplificare. Per chi arriva da Piazza Matteotti in bici e incrocia corso Palladio, si trova sulla destra 5 metri di ciclabile. Poi c’è un mini dosso e poi sparisce la pista per un paio di posti auto blu. Prima di imboccare il ponte si ritrova altro spezzone di ciclabile. Viene un po’ da ridere per la situazione. Tu passi in bici accanto alle vetture parcheggiate e le macchine in transito nella tua corsia ti sfiorano il gomito. Ma chi le pensa e chi le fa queste cose? Un alieno? I posti blu per i clienti dei negozi vanno bene, se possibile, ma mi sembra che la sicurezza dei cittadini sia da privilegiare. Chiudo con viale Rodolfi. Mi era capitato di passare durante i lavori ed avevo notato che l’asfaltaura, pur necessaria, ledeva seriamente la sopravvivenza dei bellissimi platani.

Successivamente ho letto l’intervento sul GdV di Giovanna dalla Pozza che, a nome di Italia nostra, stigmatizzava le lesioni apportate dai lavori alle radici delle piante che avrebbero pregiudicato il loro futuro.  Aggiungo la mia piccola voce alla sua lamentando che in più di un’occasione si è dimostrato da parte delle Amministrazioni presenti e passate, una inesistente considerazione per tanti meravigliosi alberi che, anche con poca buona volontà, si sarebbero potuti salvare. La vivibilità di una città e il piacere di viverci non sono legati solo alle grandi opere, ma ad una cura quotidiana delle minimalia che, a ben vedere, non lo sono affatto.