Arena, soldi Camera di Commercio a rischio

Sull’Arena di Verona si agita pure lo spettro della riforma Madia. La nuova legge sulla pubblica amministrazione non tocca le fondazioni lirico-sinfoniche, bensì, come denuncia al Corriere del Veneto Giuseppe Riello, presidente della Camera di Commercio veronese, mina le disponibilità economiche degli enti camerali. «La legge di riforma non solo taglierà del 50% i contributi alle Camere», spiega Riello, «ma contemporaneamente ridurrà i nostri introiti e ci aumenterà le tasse. Di fatto, mette in atto un depauperamento complessivo del sistema, tale da limitare di moltissimo la capacità operativa degli enti camerali».

La Camera di Commercio non riuscirà dunque a destinare granché alla Fondazione Arena, nonostante sia socio fondatore. «L’Arena – osserva il presidente dell’ente camerale – è fondamentale per il sistema economico veronese e, quindi, ci impegneremo a sostenerla, ma come ho detto al commissario Fuortes, a fronte di due presupposti chiari: che sia garantito un piano industriale serio, per evitare sprechi come è avvenuto in passato, e di avere le risorse per farlo. Per quanto riguarda il piano, analizzeremo con attenzione i numeri; per quanto riguarda le risorse dovremo valutare quelle disponibili».

La Camera di Commercio negli ultimi anni ha destinato circa 20 milioni alla Fondazione Arena, grossomodo l’8% del Fus, senza dimenticare i 500 mila euro di contributo straordinario deliberati a negli scorsi mesi. Con la spada di Damocle della riforma Madia, tanto i contributi di quest’anno, quanto quelli del 2017 sono a rischio.