«Ho perso tutto ad Amatrice, riparto da Asiago»

«Si riparte da Asiago; si rinasce a Made in malga». Con questa semplice frase Amelia Nibi, 30enne proprietaria dell’azienda agricola biologica Casale Nibbi di Amatrice assieme al marito, spiega al Giornale di Vicenza la sua voglia di ricominciare dopo aver lasciato dietro di sé distruzione e morte. La sua azienda si trova sul colle che domina Amatrice e i danni sono ingenti. «Ogni anno produciamo 1.500 quintali di 15 varietà diverse di mele biologiche da oltre 30 mila alberi sparsi su 10 ettari. Oltre a 2.700 piante di ciliegie. E 6 mila quintali di latte all’anno che viene trasformato in caciotta amatriciana stracchinata e in formaggio primo sale».

«Il mio più grosso problema non è la produzione casearia ma la vendita dei prodotti», prosegue. «Ho perso il raccolto di frutta ma soprattutto ho perso il mio paese. I miei clienti sono per buona parte locali; molti sono morti, altri sono andati via per cause di forza maggiore. Il paese non esiste più. Le strade sono inagibili per raggiungere i campi quindi dovremmo lasciare marcire la frutta sugli alberi. La situazione non si ferma ai danni del terremoto ma prosegue con le conseguenze di quanto il terremoto ha lasciato».«Ero restia a venire a Made in malga – conclude – ma poi la sentita vicinanza di Alberto Marcomini mi ha convinto che devo esserci; per rinascere e per dare speranza ai miei concittadini».

Una situazione post terremoto che lo stesso Marcomini, ideatore e anima della manifestazione casearia e di prodotti della montagna “Made in malga”, descrive in tutta la tragicità. «Manca l’acqua potabile non solo per gli abitanti, ma anche per il bestiame. Anche la frutta non si riesce a raccogliere. I magazzini e le stalle sono tutti danneggiati incidendo negativamente sull’indotto locale per tanto tempo. Non si risolverà in una stagione». Proprio Marcomini ed il suo staff di Guru del Gusto si sono fatti promotori di una raccolta fondi destinata alle aziende agricole terremotate durante Made in malga. Ma non solo. Verrà destinato il ricavato della vendita del suo libro (realizzato con il fotografo Paolo Castiglioni) “Asiago in malga” ai contadini colpiti. Fondi che saranno consegnati direttamente ad Amelia Nibi a conclusione della manifestazione.«È un gesto che ci rincuora – conclude Amelia Nibi – sentire vicina la gente da paesi lontani da noi ci dà ancora più forza di ritornare a produrre».

Ph: Facebook

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