Imam espulso Treviso, la famiglia: «perché?»

Hmidane Fagrouch, l’imam-supplente di Treviso espulso ieri con provvedimento immediato, viveva a Carbonera, poco fuori Treviso. Come al solito, racconta il Corriere del Veneto, aveva inforcato la bici e si era diretto alla Tecnoelettra Srl, dove lavora dal 2003. Pochi metri e la polizia lo blocca, gli sequestra il telefonino e lo spedisce a Roma. Finalmente riesce a telefonare a casa: «ci ha chiamato la sera, era disperato: lo stavano mettendo su un aereo per Casablanca», riferisce il fratello. «Ti sembra possibile – prosegue – che un uomo con un mutuo di duecento mila euro sulla casa dove vivono genitori e parenti si inventi di fare cose di questo genere per danneggiare la famiglia?».

«Nel 2008 avevamo chiesto la cittadinanza assieme», racconta il fratello. «Un paio d’anni fa sono arrivate le buste per il giuramento, carte che lui ha ignorato. Non gli interessavano, voleva tornare a vivere in Marocco. Poi, all’improvviso, se lo sono portati via. Proprio lui, una persona pura, un lavoratore rispettato». Su questo punto arriva la conferma da Remo Ramon, titolare dell’azienda dove l’immigrato espulso lavorava: «Dal punto di vista lavorativo non avevamo nulla da eccepire. Anzi: se poteva darsi da fare, lo faceva. Ma da qualche anno stava cambiando». Piccole cose, dagli abiti alla barba, fino ai pasti saltati non solo durante il ramadan: «temeva che gli alimenti dei ristoranti non fossero compatibili con la sua religione».

I frequentatori della moschea sono sorpresi. Abderrahmane Kounti, mediatore culturale, lo descrive come «una persona innocua», di certo «non è un terrorista», però «ha sbagliato a non accettare la cittadinanza». Per un altro fedele, Latif, in tal senso è un folle: «C’è gente che fa carte false per averla, io la aspetto da anni». Mohamed Haitouf è invece l’imam “titolare” alla moschea di via Pisa di Treviso: «Hmidane non crea nessun problema», afferma, «non è un radicale; ha sempre condannato il terrorismo. È stato tradito da quel giuramento rifiutato. Sono scioccato».

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