Riforma sanità, Coletto: «9 Usl vanno bene, ora si voti»

A Palazzo Ferro Fini continua la corsa contro il tempo (e contro le barricate delle opposizioni, armata di emendamenti) per approvare la riforma sanitaria. Ieri, scrive il Giornale di Vicenza, è arrivato anche Luca Zaia; segnale dell’incapacità della maggioranza di portare a casa il testo. Il governatore ai microfoni dei giornalisti: «Chiedete ai capigruppo e all’assessore Coletto». E quest’ultimo, assessore alla Sanità, risponde: «Stiamo ragionando sulla proposta fatta, che sta funzionando sul territorio e sta dando risultati, in termini di semplificazione amministrativa, sulle 21 Ulss diventate 9. La nostra proposta operativa è la più opportuna per la Regione perché, fuori dal palazzo, sono tantissimi i problemi da risolvere».

Insomma, l’ipotesi 11 Usl sembra essere stata scartata definitivamente e Luca Coletto conta di accellerare arrivati al compromesso di 9 aziende sanitarie: «noi non abbiamo mai detto quante Ulss si devono fare», afferma Coletto, e ora «è il momento di fare sintesi e che ogni consigliere si prenda le responsabilità di quanto stiamo facendo. Questa è una riforma che mira a far costare meno l’amministrazione della sanità, per rimpolpare al contrario i fondi da destinare ai servizi, alle cure e alla loro qualità». In tal proposito, Coletto è forte di uno studio dell’Università Ca’ Foscari che dimostra come, dati alla mano, una Usl che copre tra i 900 mila e il milione di abitanti abbia dei costi pro capite nettamente inferiori rispetto a una Usl da 100 mila abitanti: 22,94€ contro 59,5€.

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