Le figone sul red carpet? Che depressione

Assistere alla sfilata dei famosi e meno famosi alla Mostra del Lido di Venezia induce a pensieri tristi, più che impuri

Andare alla Mostra del Cinema al Lido di Venezia è sempre un’esperienza da fare. Possibilmente per più giorni. In modo da farsi un’idea di come funzionino queste grandi kermesse. L’organizzazione è ormai rodata e, tutto sommato, funzionante. Certo, il numero di visioni è impressionante così come la qualità dei prodotti cinematografici. Ma il red carpet e le sue ramificazioni sono quelle cose che più interessano i turisti e curiosi che stazionano davanti al Palazzo del Cinema.

Muri di fotografi, cameramen e un imponente servizio d’ordine fanno da sfondo ad una folla festante nell’acclamare i propri beniamini e chi sfila assieme a loro. Ma è proprio questo “punto di forza” che spesso fa andare la mostra in prima pagina a lasciarmi perplesso. Moltissime delle donne sono supertirate, superfighe, lanciatissime in abiti meravigliosi, con corpi che fanno sbavare la stragrande maggioranza del pubblico maschile e inducono a pensieri impuri. In realtà, se si distoglie lo sguardo allupato e si guarda il loro di sguardo, ci si accorge della vacuità della pupilla, dell’assenza di intrigo, interesse, intelligenza. Insomma si cade nel nulla. Quel nulla che rispecchia i tempi correnti, dove tutto è immagine e niente sostanza. Per dirla tutta: le figone? Che depressione!

Sia chiaro: dal lato maschile, se possibile, le cose vanno ancora peggio. Moltissimi dei personaggi del cinema (o presunti tali) che si presentano in quel tratto di strada che porta dall’Excelsior al Palazzo del Cinema, sembrano fatti con lo stampino. Stessi vestiti con i pantaloni a sigaretta, stesse scarpe a punta (spesso senza calze: orrore!), stesse cravatte, stessa abbronzatura da fine estate, stesso taglio di capelli e lo sguardo da imbecille/ruffiano che porta a spasso le “starlette” di cui sopra. Per dirla tutta: i figoni? Che c…ni!

Vi sono poi gli “attempati”, o per essere chiari gli anziani. Qui i generi maschile/femminile si sovrappongono. I maschi nei loro vestiti da diportisti con gemelli d’oro che vanno sottobraccio alle loro protette con l’aria del magnaccia di un tempo, fanno semplicemente pietà. Pietà perché capisci al volo che se gli levi quello non hanno molto da campare. Vivono per questo, così come alcuni personaggi che girano per la Fiera dell’Oro di Vicenza. Anzi, spesso sono gli stessi. Persone che sembrano aver avuto tutto dalla vita e che in realtà sono dei fulgidi esempi di rincoglionimento senile, solo portato “bene” agli occhi di un pubblico poco attento.
Le donne poi, sono l’esempio di una vanità sciatta fatta di plastiche e tiraggi vari. Spesso avvolte in sontuosi abiti, si dimenticano di bere un po’ meno e non si rendono conto delle pance da alcoliste che esibiscono al pubblico. Pensano che lo sguardo altrui si posi solo sul viso, sulle tette o sul fondoschiena. Non si ricordano minimamente della famosa frase di Anna Magnani: “Lasciami tutte le rughe, non togliermene nemmeno una. Ci ho messo una vita a farmele”. Ma la Magnani era una vera diva. Oggi, di dive non ce ne sono più.
Augh!

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