«11 Settembre, da Vicenza i soldati Usa per la nostra identità»

Si è tenuta ieri a Montecchio Maggiore (Vi) una sentita commemorazione per le vittime dell’attacco terroristico alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Come riporta il Giornale di Vicenza, nella suggestiva cornice di Villa Cordellina Lombardi sono intervenuti rappresentanti delle autorità locali e delle forza armate americane. Un evento per «riconoscere le radici comuni tra l’Europa e gli Stati Uniti», come sintetizzato dall’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan.

Il colonnello Steven Marks, comandante della Us Army Italy, ha avuto invece modo di sottolineare il ruolo centrale che Vicenza ha assunto nello scacchiere militare americano: dopo l’11 settembre, «la situazione è sicuramente cambiata per la 173sima brigata aviotrasportata, in quanto i soldati si sono dovuti impegnare di più in Iraq e in Afghanistan. E questi uomini sono partiti da Vicenza», ricorda il colonnello.

Ma la guerra oggi non si combatte solo sul piano militare: «questa guerra», ha detto il vicepresidente dell’associazione 11 settembre, Ubaldo Alifuoco, «ha come campi di battaglia anche gli schermi dei nostri computer e, come armi, storie e immagini che circolano sui social network per ottenere consenso nelle nostre società. Potremo vincere soprattutto con una profonda battaglia culturale contro chi mette in dubbio il nostro sistema di valori».