BpVi, ricapitalizzazione: «dipenderà da prezzo Npl»

La Popolare di Vicenza potrebbe essere costretta a varare un nuovo aumento di capitale, dopo quello da 1,5 miliardi di euro sottoscritto dal fondo Atlante, nel caso in cui dovesse cedere le sue sofferenze a valori inferiori a quelli di carico. «E’ un’ipotesi, dipende se vengono venduti gli Npl e a che prezzo. Al momento non ci sono ancora cifre precise» riferiscono all’Ansa fonti della banca mentre il management è al lavoro sull’aggiornamento del piano industriale che valuterà le diverse opzioni sulla gestione dei crediti non performing e che dovrebbe vedere la luce a metà ottobre. Proprio ieri avevamo fatto riferito ad un possibile aumento da 500-600 milioni di euro nel caso di vendita delle sofferenze a un prezzo compreso tra il 20 e il 30% del nominale.

Al 30 giugno scorso BpVi aveva in pancia sofferenze lorde per 4,6 miliardi di euro, con un tasso di copertura salito al 61,4% (inclusi gli stralci), e inadempienze probabili per 4,65 miliardi di euro, coperte al 31,4%. Le sofferenze nette ammontano a 1,88 miliardi mentre le inadempienze probabili nette a 3,18 miliardi. La cessione delle sofferenze, che la banca ha già annunciato di voler fare, costringerà con ogni probabilità a un aumento delle coperture, con un impatto sul patrimonio di vigilanza. Ogni punto percentuale in più di copertura delle sofferenze (così come delle inadempienze probabili) costerà 46 milioni di euro di rettifiche su crediti. A causa delle perdite del semestre, determinate sia dall’aumento delle coperture che dal recesso di Cattolica dagli accordi di bancassurance, il Cet1 si è attestato al 10,75%: un livello superiore al minimo regolamentare imposto dalla Bce – e dunque idoneo a garantire la piena operatività della banca – ma con un buffer più sottile rispetto al 12,8% pro-forma stimato in occasione dell’aumento da 1,5 miliardi. Il Fondo Atlante, che nella ricapitalizzazione delle banche venete ha investito 2,5 miliardi, dispone ancora di 1,7 miliardi.