Fusione Comuni, Confindustria Belluno: «basta localismi»

«Non è più tempo per i localismi che ostacolano la riduzione della spesa pubblica improduttiva e frenano così la competitività dei territori». E’ quanto afferma il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Luca Barbini, commentando quanto emerso nel corso della dodicesima festa nazionale dei piccoli Comuni che si è appena svolta in Alpago. «Contrastare la fusione dei piccoli comuni – osserva il presidente degli industriali bellunesi – è un atteggiamento non solo antistorico, ma anche poco responsabile verso i cittadini che si dimostrano spesso più maturi di chi li rappresenta. Non possiamo infatti non considerare che ci troviamo in una situazione di finanza pubblica a dir poco sfavorevole, con continui e a volte ingiustificati tagli dei trasferimenti agli enti locali. Inoltre è ormai assodato che i piccoli comuni si caratterizzano spesso per diseconomie di scala che rendono maggiormente onerosa la gestione dei servizi. Agli amministratori chiediamo perciò di guidare questi processi, affinché siano il più possibile condivisi, e non di fomentare inutili e dannose opposizioni».

«Fortunatamente – prosegue Barbini – in provincia si riscontrano nuove incoraggianti iniziative che vanno nella giusta direzione. Da ultime, le amministrazioni di Sedico e Santa Giustina, in destra Piave, e di Limana e Trichiana, in sinistra Piave, hanno avviato un percorso al fine di giungere alla fusione dei rispettivi Comuni, con tutti i vantaggi che ciò comporta anche in termini fiscali. Il nostro auspicio è che altre realtà intraprendano questa stessa strada, anche nell’ottica di un superamento delle Unioni montane e di una più semplice gestione degli enti di secondo livello. La stessa maturità – conclude il presidente di Confindustria– dovrebbe caratterizzare anche il dibattito sull’accorpamento delle due Ulss bellunesi: gli amministratori locali non possono arroccarsi su posizioni localistiche per mere ragioni di consenso elettorale. La qualità dei servizi non dipende certo dal numero delle aziende sanitarie. E’ invece fondamentale, anche e soprattutto per un territorio di montagna a forte vocazione turistica, avere una rete di ospedali moderna e funzionale, con strutture adeguatamente attrezzate e personale preparato».