Pagate quanto il custode, direttrici museo lasciano

Le direttrici dei due principali musei archeologici del Veneto, Atestino (Este, Pd) e Altino (Quarto D’Altino, Ve), hanno deciso di lasciare per manifesta sperequazione economica. In altre parole, guadagnavano quanto il custode. Il Corriere del Veneto pubblicava ieri un ampio servizio dedicato a Giovanna Gambacurta (nella foto a destra) e Mariolina Gamba (a sinistra) – la quale lascia pure la direzione di Villa Pisani a Stra (Ve) –, che hanno rifiutato l’ennesimo rinnovo del “comando” per lavorare, loro che sono insegnanti e quindi dipendenti del ministero dell’Istruzione, sotto il Mibac.

Il “comando” è a rinnovo annuale e consente ai dipendenti pubblici di spostarsi da un’amministrazione ad un’altra. Le due si sono ritrovate per anni di fronte al bivio del rinnovo, mentre le richieste di stabilizzazione venivano puntualmente rigettate. Infine, l’istituto del comando è stato abolito dal ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, nel gennaio 2015, lasciando però un centinaio di posizioni come quella di Gambacurrta e Gamba. La soluzione? Un anno fa la Funzione Pubblica pubblica le tabelle di equiparazione tra i livelli dei dipendenti di enti pubblici. Lasciando però fuori la scuola e quindi le due direttrici.

Il Mibact decide di non predisporre un’equiparazione in proprio e offre alle due 1300 euro netti al mese. Vale a dire circa 20 mila euro lordi l’anno, come un neoassunto della scuola, senza anzianità, senza qualifica raggiunta e senza rimborsi spese. Nello stesso periodo, il Mibact pubblica un bando per nove musei equivalenti o inferiori ai tre diretti da Gamba e Gambacurta. Stipendio? 78 mila euro lordi l’anno. Le due decidono dunque di fare le valigie: andranno ad insegnare al Liceo Fermi di Padova, anche se Gambacurta avrebbe vinto il concorso per una cattedra di etruscologia a Ca’ Foscari. E i tre musei? Il Polo Museale Veneto non sa che fare, probabilmente verrà pubblicato un bando. Da 78 mila euro.

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