«Settembre come luglio: é il più caldo degli ultimi 30 anni»

Il settembre 2016 è il più caldo degli ultimi 30 anni. Parola di Edoardo Ferrara, meteorologo di 3bmeteo.com, intervistato ieri dal Corriere del Veneto, che paragona quest’anno al 1987: «Nel settembre di quell’anno ci fu un’intensa ondata di calore africano, durò almeno una settimana, fra il 13 e il 20, con temperature che raggiunsero picchi di 34-35 gradi. Temperature con acuti tipici di luglio che stiamo riscontrando anche adesso, ma per un periodo più prolungato e con l’attesa di una prossima settimana con il termometro in salita fino ai 33 gradi. Il caldo dovrebbe protrarsi fino al 15 del mese, per poi cedere il passo a una depressione che porterà un po’ di fresco intorno al 18».

A trarne beneficio è soprattutto il turismo. I dati Ciset (Centro internazionale di studi sull’Economia turistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia) parlano chiaro: aumento dei turisti stranieri fino +1,8% per gli arrivi e +1,6% per le presenze, e degli italiani con arrivi a +2% e presenze +1,5% sul 2015. «Per le località balneari le maggiori speranze sono riposte nell’ottimo mese di settembre, confido ci restituirà un risultato finale migliore di quello che stiamo vedendo», afferma Marco Michielli, presidente regionale di Confturismo e Federalberghi.

Il caldo costringe anche i negozi ad adeguarsi: via i cappotti autunno-inverno e si prosegue con i saldi estivi, che teoricamente si erano conclusi il 31 agosto. «Per forza: se gli esercizi vogliono sopravvivere devono adeguarsi a qualsiasi novità, anche meteo», spiega Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Veneto. «Il commercio non può più restare legato ai vecchi schemi, ossia: vendo merce di stagione. Ormai l’invernale va via solo quando arriva il freddo, prima la gente o si tiene quello che ha oppure va a caccia delle ultime occasioni, di solito molto interessanti perché legate a ribassi fino all’80%. Insomma – conclude Zanon –, se si vuole far quadrare il bilancio bisogna reinventarsi: se il termometro non ci aiuta, rilanciamo costumi, sandali e abiti leggeri, piuttosto di pellicce o sciarpe e guanti. Ripresa non ce n’è».

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