Venezia-Strasburgo in bici per i papà divorziati

Da Venezia a Strasburgo in bicicletta per difendere i diritti dei papà divorziati. Questo il progetto del chioggiotto Gianluca Fabris (nella foto), scrive l’Arena, che percorrà oltre mille chilometri per raggiungere la Corte Europea dei diritti umani. L’obiettivo? «Fare chiarezza sui lati oscuri dell’amministrazione dell’istituto della separazione/divorzio. Infatti – scrive in una nota lo staff organizzativo – sempre più spesso i genitori separati, nonché 800mila papà sugli oltre quattro milioni che hanno risolto il proprio contratto matrimoniale, sono costretti a vivere in condizioni precarie, a sopravvivere, subendo l’umiliazione di non riuscire più ad arrivare a fine mese».

Molti sono costretti «a farsi ospitare da amici o addirittura a vivere in macchina e a mangiare alle mense organizzate dalla Caritas». L’associazione che segue il “Daddy’s Pride on bike” cita poi una ricerca del Centro studi e ricerche sulla famiglia dell’Università Cattolica: «un terzo dei padri separati, pagato l’assegno di mantenimento a ex mogli e figli, può contare su un reddito residuo che va dai 300 ai 700 euro netti mensili», mentre «il 17% deve accontentarsi di somme dai 100 ai 300 euro».

«Partirò da Venezia e arriverò alla Corte Europea dei diritti umani a Strasburgo per denunciare pubblicamente lo Stato italiano», afferma Fabris. «In città italiane sarò accolto dalle istituzioni locali per dar voce a milioni di bambini resi orfani con genitori in vita». A Verona, Fabris farà tappa mercoled 14.

Ph. facebook.com

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