20 anni fa Bossi lanciava la “marcia sul Po”

15 settembre 1996: la Lega di Bossi, da Venezia proclamava l’indipendenza della Padania che doveva essere raggiunta entro un anno. Come spiega il Mattino, le elezioni del 21 aprile 1996 imprimono una svolta radicale al quadro politico e Bossi non tarda ad investire il successo elettorale ottenuto riunendo il suo “parlamento del Nord” a Mantova, ribattezzandolo “della Padania”; e in quella sede lancia il Clp, Comitato di liberazione della Padania, sul modello del Cln operante contro il nazifascismo. Annuncia ufficialmente «l’ultima grande battaglia che la Padania deve fare per riuscire a liberarsi dalla situazione difficile e coloniale in cui ci troviamo». Rivendica espressamente «il diritto alla secessione», affermando che «neppure le tavole di Mosé erano immortali». E ribattezza il gruppo parlamentare a Roma col nome di Lega Nord per l’indipendenza della Padania. Pochi giorni dopo fa un ulteriore passo avanti: il 12 maggio insedia un “governo-sole” presieduto da Giancarlo Pagliarini. Il 2 giugno, infine, designa come presidente del Clp Roberto Maroni: il quale come primo atto invita i presidenti delle province amministrate dalla Lega a dare lo sfratto ai prefetti.

Il clou dell’offensiva secessionista di Bossi si verifica tra il 13 e il 15 settembre con la “marcia sul Po”, destinata a concludersi con la proclamazione solenne della nascita della Padania. L’epilogo nel pomeriggio del 15 settembre 1996, in riva degli Schiavoni a Venezia: dove, dopo aver gettato in laguna non solo l’ampolla con l’acqua del Po raccolta sul Monviso, ma pure una bandiera italiana, Bossi dà l’annuncio della «dichiarazione di indipendenza e sovranità della Padania», presentandola come «una Repubblica federale indipendente e sovrana». In seguito presenta una “Costituzione transitoria”, il cui primo articolo enuncia che «il Governo provvisorio della Padania è autorizzato a dare attuazione alla dichiarazione di indipendenza e sovranità della Padania; tale attuazione dovrà tuttavia essere preceduta dall’offerta formale al governo italiano di sottoscrivere un trattato di separazione consensuale».

C’è anche un ultimatum: le trattative non dovranno protrarsi oltre il 15 settembre 1997, dopo di che «la dichiarazione di indipendenza e sovranità acquisterà piena efficacia, e la Padania diverrà a tutti gli effetti una Repubblica federale indipendente e sovrana». Come bandiera viene scelto il sole celtico in campo verde, come inno il “Va pensiero” di Giuseppe Verdi, come moneta la lira padana. «Il cambiamento è possibile solo attraverso la secessione», proclama Bossi nel congresso di Milano del febbraio 1997. Ma, a distanza di 20 anni, non è cambiato niente.

 

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