Separazione Venezia-Mestre, ok da Regione

Prosegue, nonostante la netta contrarietà del sindaco Luigi Brugnaro, l’iter dell’ennesimo progetto di legge per la suddivisione di Venezia e Mestre in due comuni autonomi. Oggi la prima commissione consiliare della Regione Veneto ha dato il proprio via libera, votando il giudizio di “meritevolezza” alla proposta di legge d’iniziativa popolare. «Sul tema – ha osservato Marino Finozzi (Lega), presidente della commissione -, abbiamo contro l’amministrazione comunale ed il sindaco Brugnaro perché andiamo a dividere un Comune che complessivamente rende Venezia una Città metropolitana».

Se si arriverà all’indizione della consultazione popolare si tratterà del quinto referendum per la separazione di Venezia dalla terraferma, con i quattro precedenti conclusi con esito negativo per i separatisti. «Abbiamo voluto ribadire il ruolo della Regione nel poter dire la propria su questo tema – ha aggiunto Finozzi – e dare ai cittadini la possibilità di esprimersi. Quindi, a breve, anche i cittadini di Venezia potranno dire la propria sulla separazione». Anche il Movimento 5 Stelle ha votato a favore della proposta, «proprio perchè – ha spiegato la vice capogruppo Erika Baldin – abbiamo sempre sostenuto la possibilità del referendum e quindi di dare la parola ai cittadini. Noi non vogliamo entrare nel merito della questione, saranno i cittadini ad esprimersi sul sì o sul no». «Come attivisti e portavoce del Movimento Cinque Stelle, insieme ai nostri consiglieri comunali a Venezia – prosegue Baldin -, faremo la dovuta informazione per spiegare ai cittadini ciò che comporta una decisione a favore e ciò che comporta, viceversa, una decisione contraria alla suddivisione».

Di diverso avviso il Consigliere regionale Francesca Zottis (Partito Democratico). «Oggi la Prima commissione doveva esprimersi sulla legittimità della proposta di legge d’iniziativa popolare sulla divisione tra Mestre e Venezia. Il Partito Democratico e la Lista Moretti hanno deciso di non partecipare al voto per una ragione molto semplice: abbiamo affermato che non siamo contrari a far esprimere i cittadini, ma nel momento in cui anche il settore legislativo regionale afferma che si tratta di un atto che potrebbe non essere legittimo, perché il Consiglio regionale non avrebbe competenza in questo caso. Per questo motivo abbiamo ritenuto che non fosse opportuno esprimere una valutazione su un atto illegittimo». «Questo – prosegue Zottis – significa che, anche qualora il Consiglio regionale stesso lo approvasse, esso verrebbe immediatamente impugnato: pertanto, non è vero che poi si andrebbe a dare la parola ai cittadini. Vanno inoltre rispettati i diversi livelli istituzionali e quindi la competenza del Consiglio comunale di Venezia e della Città metropolitana».