Banco, fusione con Bpm: prezzo recesso a 3,156€

È stato fissato il prezzo di recesso del Banco Popolare: 3,156 euro per azione nell’ambito della fusione con Banca Popolare di Milano. La fonte è il Mattino, che riporta le parole di Pier Francesco Saviotti, ad dell’istituto veronese, sui lavori in corso tra Bp e Bpm: «Sono in corso 14 team per l’integrazione, stanno lavorando sodo e ogni 10 giorni c’è un comitato-guida dove sediamo anche io e Castagna (ad Bpm, ndr) che valuta le decisioni prese. Tutto procede normalmente e anche il dialogo tra queste persone di due mondi diversi mi pare snello. Non vedo particolari problemi».

Saviotti ha confermato che il presidente Carlo Fratta Pasini è al lavoro per raccogliere uno “zoccolo duro” di imprenditori veronesi. L’obiettivo è garantire la “veronesità” dell’istituto anche dopo la fusione: «il presidente Fratta Pasini sta gestendo il dossier personalmente, ma è un’ottima opportunità avere una banca con un gruppo di clienti che le sta vicino – dice Saviotti – Sandro Veronesi (patron di Calzedonia, ndr) ha avuto l’incarico, tempo fa, per aggregare altri nomi ma non so come sta andando. Alcuni imprenditori sicuramente ci saranno, quale sarà la portata della loro presenza non lo so».

Sul territorio, Banco-Bpm sarà aggressiva: il Nordest è terreno di conquista visti i problemi di Veneto Banca e BpVi. «Spero che vengano gestite da qualche operatore domestico e non straniero, questa è la mia preferenza – afferma in proposito l’ad – . Una soluzione interna mi renderebbe più contento, ma fare la fusione oggi come oggi tra le due, non credo sia la soluzione migliore, prima si devono mettere a posto e ora serve fare tanto lavoro».

Occhi puntati su Padova: qui si sono aggiunte 16 persone dal 2015, portando «500 clienti nuovi per 400 milioni di fidi. La risposta c’è ma va irrobustita. Così ora sono 27 i colleghi, ne abbiamo inseriti 11 settimana scorsa che dipendono direttamente dalla struttura che fa capo al sottoscritto con focus su impresa». Si tratta di «un’iniziativa condivisa con Bpm: i colleghi Bpm sono già 6 e si aggiungeranno ai nostri dalla fine di questo mese. Per fine anno saremo almeno 40 persone ma l’obiettivo è di 50». Dopodiché, «dal 2017 destineremo forze importanti – conclude Saviotti – per erogare ben più di quanto fatto finora».

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