BpVi, piano industriale entro fine ottobre

BpVi si prepara ad affrontare due nodi spinosi: le conciliazioni e le sofferenze. Sulle prime: il Corriere del Veneto ricorda un comunicato del 5 settembre a firma Fisac Cgil, dove il sindacato rendeva noto che la banca si sta muovendo filiale per filiale e caso per caso. Di qui all’apertura del confronto dovrebbe mancare poco. Valter Rigobon di Adiconsum Cisl, però, suggerisce cautela: «Non siamo inclini al facile ottimismo. E in ogni caso dai primi contatti a luglio ancora non è partito nulla. Speravamo almeno in una telefonata interlocutoria».

Sulle sofferenze tanti se e tanti ma: l’ordine di Atlante è di vendere. Ma come? In blocco, in pacchetti, tramite cartolarizzazioni? Ancora non si sa, senza dimenticare che l‘aumento di capitale – probabile visti i conti dell’ultima semestrale – toglierebbe cassa allo stesso fondo Atlante per sgravare BpVi di crediti deteriorati. Tutto rimandato al piano industriale, insomma, atteso per non prima di fine ottobre. Ci sta lavorando l’ad Francesco Iorio con la supervisione di Boston Consultin. Intanto la banca spera di contenere le perdite contestando il recesso di Cattolica.