Venezia, numero chiuso in due mesi

Numero chiuso a Venezia, si parte. Il piano per contenere le orde di turisti che minacciano il futuro della città lagunare è stato avviato. Come spiega la Nuova Venezia, una commissione tecnica ha ufficialmente cominciato i lavori su alcune ipotesi, tra cui il numero chiuso per l’area marciana. Fra le proposte in ballo anche le prenotazioni obbligatorie e alcune limitazioni per Gran Turismo, barconi e taxi. Il sindaco Luigi Brugnaro detta i tempi: due mesi, «poi l’amministrazione deciderà. Non abbiamo pregiudizi, si tratta soltanto di portare avanti proposte fattibili anche dal punto di vista della normative».

La commissione sarà coordinata da Giorgia Pea (presidente commissione Cultura) e Paola Mar (assessore al Turismo) e si riunirà per la prima volta il 20 settembre. La società civile, le associaizoni di categoria, i semplici cittadini: tutti sono invitati a partecipare. Le proposte dovranno essere protocollate e firmate dai proponenti e la commissione tecnica potrà inviare loro delle osservazioni. Alla fine di lavoro, arriveranno in giunta i progetti «fattibili e condivisi».

Intanto, il sindaco avrà parecchio da fare. Dalla giunta promettono infatti ordinanze per il decoro della città: da multe più salate alla ristrutturazione dei bagni chimici, passando per una stretta sui “bacaro tour”. Non finisce qui: Brugnaro da un lato proseguirà il pressing sul governo per avere poteri speciali e una ztl per pedoni, dall’altro cercherà di alzare i ricavi di Ca’ Farsetti sugli arrivi dei turisti, siano essi in treno, nave o aereo. Sulla Nuova ipotizzano entrate tra i 30 e i 100 milioni di euro.