Paralimpiadi, il ruggito di Beatrice Vio: è di nuovo oro

Ha vinto di nuovo: le Paralimpiadi di Rio de Janeiro incoronano di nuovo regina la veneziana 19enne Beatrice Vio. Nel corso della fase eliminatoria, l’atleta aveva ottenuto una serie di risultati impressionanti vincendo 5 a 0 tutti e cinque i match del girone A. Nei quarti di finale ha battuto 15 a 6 la polacca Marta Makowska e in semifinale ha sconfitto nettamente per 15 a 1 una delle favorite, la cinese Yao Fang. Da tutti chiamata “Bebe”, la sua è una storia fatta di prove difficili: all’età di soli 15 anni infatti è stata colpita da una grave meningite, che costrinse i medici ad amputarle gambe e braccia per salvarle la vita. Il calvario è iniziato mentre frequentava le scuole medie di Mogliano Veneto: verso la fine di novembre del 2008 fu ricoverata a Treviso dopo che la febbre e la cefalea di cui soffriva da alcuni giorni si acutizzarono. I medici, dopo aver sospettato un caso di sepsi da meningite, la fecero ricoverare già in gravi condizioni nel reparto di terapia intensiva pediatrica dell’ospedale di Padova. Nei primi giorni di ricovero Vio ebbe una crisi settica che le causò delle emorragie interne. Per tentare di salvarla i medici dovettero amputarle entrambi gli avambracci e le gambe da sotto le ginocchia.

Restò in ospedale 104 giorni. Oltre alle amputazioni, la meningite causò a Vio anche le cicatrici che ha ancora su varie parti del corpo, viso compreso. Bebe cominciò a praticare la scherma già a 5 anni ma e una volta ristabilita, con l’aiuto della famiglia, delle sue insegnanti e con i tecnici delle protesi, ritornò ad allenarsi. Nel 2010 i suoi genitori crearono l’Art4sport, una onlus che aiuta i bambini portatori di protesi di arto a integrarsi nella società attraverso lo sport. In quel periodo Vio si muoveva in sedia a rotelle e si allenava con il fioretto fissato al braccio con il nastro adesivo. Poi arrivarono le protesti che le permisero di diventare la campionessa che è oggi.

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