Profughi ad Abano, Comitato Giarre: no hub, sì accoglienza diffusa

Dopo la notizia del possibile arrivo dei profughi ad Abano, si è subito formato un comitato contrario. Il Comitato Giarre, dal nome della frazione dove, ricorda il Mattino, il prefetto e il commissario del Comune vorrebbero far sorgere un centro di accoglienza all’interno dell’ex caserma Nato I Roc. «Un quartiere con pochi abitanti, pochi servizi e pochi collegamenti non può sopportare l’arrivo di così tante persone», esordisce Luciano Babetto, neopresidente del Comitato Giarre.

«Ad aggravare la situazione – prosegue – si aggiungono i problemi giudiziari a carico della cooperativa Edeco Servizi che gestirà la struttura. Chiediamo quindi al commissario di impegnarsi perché si faccia subito una riunione pubblica nel quartiere in cui il Prefetto chiarisca i suoi programmi, quanti profughi saranno accolti, per quanto tempo e come verrà garantita l’affidabilità oltre che la legalità di chi gestisce la struttura».

La proposta del Comitato è a tutti gli effetti costruttiva: «Chiediamo l’impegno perché i richiedenti asilo siano accolti in piccoli gruppi distribuiti su tutti i comuni della zona e che siano coinvolti in attività socialmente utili e a titolo gratuito». Insomma, no all’hub stile Bagnoli, sì all’accoglienza diffusa. Erano in 200 circa martedì sera a protestare fuori dalla caserma incriminata, mentre su Facebook il gruppo Abano dice no (dove il Comitato Giarre però non è ben visto) è vicino ai 4 mila iscritti.

Tags: ,