Vi rendete conto che impresa sia gestire l’Italia?

Il governo è sempre e comunque ladro. Solo i terremoti tolgono le ragnatele al nostro altruismo

Non molto tempo fa camminavo lungo la spiaggia di Lignano ed essendo il percorso piuttosto lungo, passavo il tempo con questi pensieri. Il nostro Paese che amo, mi preoccupa non poco. A dire il vero sono abitanti e comportamenti quelli che mi danno più apprensione. C’è un individualismo esasperato con ampie zone di egoismo che cancellano ogni idea di socialità. Per fortuna, a consolare un po’, ci sono quelle ondate di volontariato che emergono nelle calamità che tanto spesso si abbattono sullo stivale. Si direbbe che nei momenti del bisogno viene a galla il substrato umanitario che ogni persona dovrebbe avere e che troppi non hanno. Peccato che ci vogliano terremoti e inondazioni per togliere le ragnatele al nostro altruismo.

Ma che tipo di paese è l’Italia? Da un punto di vista naturale, splendido anche se tanti concittadini fanno di tutto per deturparne le bellezze. A quelle naturali si aggiungono quelle storico- artistiche ed archeologiche che, se utilizzate nel modo acconcio, darebbero lavoro e benessere a tanta gente. Per il resto come va? Non bene, certo. C’è una modesta parte di persone che rispettano le leggi e che sanno come convivere con altri cittadini. Altri, troppi, fanno il comodo loro, si comportano come fossero legibus soluti e il loro ombellico fosse il centro del mondo. Le tasse? Un optional che , se possibile, si bypassa; le norme locali e nazionali ? Se so che mi possono beccare le rispetto, se ci sono possibilità che non se ne accorgano, non ne tengo conto. Il governo è sempre ladro, di qualunque segno sia. Posso avere votato o meno un certo partito , ma per me si tratta comunque di un’accozzaglia di disonesti.

Un mio buon conoscente che ritenevo persona perbene, nel corso di una cena di tempo fa, ebbe a dire che avrebbe voluto essere un politico nei posti giusti e che, in una legislatura si sarebbe sistemato, per la vita. Molti la pensano purtroppo così. Lo spirito di servizio, il piacere di lavorare per la collettività, aiutare gli altri : tutte baggianate. Le persone che mi leggono, spero immagineranno la mia reazione. Comunque si tratta di individuo che non frequento più. Si arriva al paradosso che anche coloro che fanno il proprio dovere, nel caso la cosa li riguardi, qualche piccola eccezione la fanno.

C’è poi l’idea di non andare a votare. Tanto son tutti uguali. Mi oppongo energicamente a questa definizione. Ci sono fior di persone pubbliche che interpretano il loro ruolo in modo corretto ed encomiabile. Solo che la gente non si informa, non segue la politica e quindi sceglie male. Un grande errore è aggiornarsi sulle vicende del Paese con una sola fonte. Bisogna, invece, essere più pluralisti e, poi, confrontare e fare sintesi. Se in seguito il nostro prescelto e il suo gruppo di appartenenza non avranno mantenuto gli impegni della campagna elettorale, alla fine del mandato, andranno inesorabilemente bocciati.

C’è scetticismo verso i politici, è vero, ma esistono anche delle ingenuità sesquipedali. Ne esce uno, ad esempio, che si professa puro e onesto, le cui uniche affermazioni riguardano solo i governanti brutti e cattivi. Li copre di accuse di ogni genere, aiutato dalla stampa che ama la rissa con la quale trova lettori, o fa audience se Tv , salvo poi, quando gli elettori gli danno i voti non sa assolutamente governare. Di quello che accade ai pentastellati con l’amministrazione di Roma, sono pieni i media e quindi vado avanti. Non era difficile prevedere quanto sta accadendo. Ci sono poi quei macigni della corruzione e dell’evasione. Fa rabbrividire che in ogni appalto pubblico, grande o piccolo che sia, non appena vai sotto la crosta, trovi il marcio. E questo significa soldi in nero, complicità di pubblici funzionari o politici e quindi aumento sconsiderato dei costi per lo Stato. In questo abbozzo di situazione si inserisce poi un governo.

Ma vi rendete conto, cari amici, quale sia l’impresa di gestire un paese di tal genere? Quale sia l’impresa di un ministro che si trova personale del ministero poco efficiente, alti burocrati che rallentano artatamente l’attuazione di norme che sarebbero urgenti e che a loro non fanno comodo? Sento, da persone autorevoli, che la riforma Madia potrebbe funzionare e mettere finalmente con le spalle al muro una dirigenza sclerotica. Lo speriamo vivamente. Che fa il Presidente del Consiglio? Si deve difendere quotidianamente dagli attacchi dell’opposizione che sono utili se ragionati, ma negativi se “a prescindere”. Quasi sempre, poi, si deve difendere pure da quelli interni, quelli della sua parte. In passato correntone o correntine agivano con basso profilo ed erano essenzialmente di corridoio. Ora no, Ora ci sono attacchi pubblici quotidiani, minacce di ritorsioni il tutto amplificato da giornali e Tv che campano di questo.

Infine ci sono i problemi della produttività che non aumenta, di consumi che latitano, di una burocrazia che non si riesce a modernizzare ed efficiente, di banche che abituate all’aiuto pubblico, ora che la Bce le ha responsabilizzate, mostrano crepe preoccupanti, di aziende che, con non molte eccezioni, stentano ad investire in tecnologie e ricerca e quindi non stanno sul mercato, di alcune regioni che per usi antichi, sono manchevoli di iniziative di cambiamento pur mantenendo i privilegi per i loro reggitori. Non aiutano nemmeno i sindacati, con qualche piccola eccezione, che sanno dire solo no al cambiamento dei rapporti con l’industria e curano praticamente solo il loro orticello. E’ demoralizzante che una forza così considerevole sia, molto spesso, per nulla propositiva.

Penso, ma è ovviamene un’opinione, che tutte le istituzioni statali vadano cambiate nella loro struttura interna, nelle responsabilità gerarchiche, nelle persone che non rispettano i ruoli e nei rapporti con i cittadini. In parallelo occorrerebbe una martellante opera di educazione civica, a partire , ma non solo, dalle scuole per modificare quelle incrostazioni anarchiche nei comportamenti che ci caratterizzano non certo positivamente. Bisognerebbe, al di là delle elezioni, utilizzare tutte quelle persone di talento e buona volontà che non mancano e metterle nei gangli delicati di ogni struttura. Dove lo troviamo un governo che abbia, non dico la volontà che può esserci, ma il tempo necessario per dare una svolta al Paese? Cosa fare quando al primo provvedimento che tocchi una categoria ti sparano contro lobbies di ogni genere?

Vorrei chiedere ai miei concittadini di metterci una mano sulla coscienza e di incominciare una piccola rivoluzione comportamentale partendo da noi stessi. So bene che l’operazione è quasi impossibile, ma se ce la mettessimo tutta, forse, figli e nipoti potrebbero vivere in un’Italia migliore.

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