Zanoni (Pd): «caccia in Veneto? Meglio scienza che fantascienza»

 

Andrea Zanoni, consigliere Pd e vicepresidente della commissione ambiente, esprime forti dubbi su alcune delle argomentazioni trattate questa mattina nel convegno a Palazzo Ferro Fini sulla corretta gestione del patrimonio faunistico ed ambientale del Veneto. «Oggi erano totalmente assenti istituti e organi scientifici che hanno espresso parere negativo sul calendario venatorio veneto – spiega l’esponente Pd – Faccio ad esempio riferimento all’Ispra, che ha messo in evidenza come in Veneto siano cacciate specie migratorie in grave declino come il combattente o la moretta che dovrebbero invece essere protette chiedendo inoltre di ridurre il carniere anche per l’allodola, che risulta essere specie in forte declino soprattutto a causa della troppa pressione venatoria».

«La Commissione europea – prosegue Zanoni – ha espresso preoccupazioni a sua volta per le irregolarità di gestione della fauna selvatica da parte delle regioni italiane, Veneto in testa. Nei confronti dell’Italia è stato già avviato infatti un procedimento di pre-infrazione (Eu-Pilot), in quanto le regioni come il Veneto consentono la caccia a uccelli migratori non ancora completamente adulti e autosufficienti e alle coppie di migratori di ritorno al luogo di nidificazione in violazione della Direttiva Uccelli 2009/147/CE». Il vicepresidente della commissione ambiente, infine, interviene sul dato emerso relativo all’aumento del numero di uccelli migratori in zona lagunare e valliva. «Anatidi e uccelli migratori sembrano in buon numero a causa di un fenomeno poco conosciuto e poco studiato, quello della pasturazione artificiale invernale, che ha un forte effetto sull’ambiente e sulle dinamiche della popolazione. E’ ovvio che più si alimentano gli anatidi migratori più questi si fermeranno dove trovano cibo e aumenteranno di numero. Questa è una interferenza dannosa a puro fine venatorio che a lungo andare può avere delle gravi ripercussioni su queste popolazioni di uccelli».

Tags: