«Cernita Amarone? Non è la direzione giusta»

Famiglie dell’Amarone d’Arte sul piede di guerra. Il via libera della Regione alla cernita non è andato giù alla lobby vinicola. Così la portavoce Sabrina Tedeschi al Corriere del Veneto: «Serve una strategia di lungo termine, questa non è la direzione giusta. Non è la nostra visione di una Valpolicella di qualità».

La Regione ha disposto che il quantitativo massimo di uve per Recioto e Amarone sia 4,8 tonnellate per ettaro, riducendo ulteriormente i disciplinari rispetto alle due Docg (era 7,8 tonnellate). Tradotto: meno Amarone e meno Recioto sul mercato.

Soluzione sbagliata per preservare i vini della Valpolicella, almeno secondo Sandro Boscaini, presidente e ad di Masi: «In un anno tanto buono perdiamo un’opportunità. Dobbiamo riformare il disciplinare, valorizzando le zone più vocate, quelle di collina, e lasciare alla pianura la produzione di Valpolicella “semplice”. Serve ragionare sulla qualità prima che sulla quantità».

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