Mose, Baita: «Mazzacurati assetato di potere»

Altra udienza per il processo Mose che vede imputati per corruzione l’ex ministro Altero Matteoli, l’ex sindaco Giorgio Orsoni e l’ex europarlamentare Lia Sartori. La Nuova Venezia raccoglie le parole del super testimone Piergiorgio Baita all’uscita dal Tribunale. Parole che tirano in ballo ancora una volta il numero uno del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati:

«Anche negli ultimi anni, quando ormai i lavori per il Mose erano ben avviati, Mazzacurati ci chiedeva soldi per metterli nella contabilità nera e pagare le campagne elettorali e noi avevamo dubbi sulla gestione, non tanto per il timore di una gestione personalistica, insomma non pensavamo che Mazzacurati se li mettesse in tasca, ma il dubbio riguardava l’utilizzo che lui ne faceva, versava finanziamenti per le campagne elettorali e noi non eravamo d’accordo, era un regime, alla fine, che non ritenevamo più necessario. Lui voleva raggiungere posizioni di potere puro. Aveva bisogno di sostegno dei politici per aumentare la forza del Consorzio Venezia Nuova contro di noi, imprese, e per evitarne lo smantellamento nella fase del dopo Mose»

Mazzacurati assetato di potere al punto di diventare una sorta di “parasindaco”: «voleva trasformare il Consorzio in un ente con un peso politico nella città». Sul ruolo dell’ex sindaco Orsoni, Baita ha detto: «Mazzacurati metteva sul trono i re, che poi dovevano essere sottomessi alle esigenze del Consorzio». Infine, rispondendo al pm Stefano Ancilotto ha detto che «primo referente politico generale di Mazzacurati era Gianni Letta, allora sottosegretario alla presidente del Consiglio di Berlusconi».

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